Il grande ritorno del Burlador de Arcore

El Burlador de Arcore

El Burlador de Arcore

Per l’atteso rientro nell’agone politico Silvio Berlusconi ha preferito giocare in casa, offrendosi alle domande addomesticate di Barbara D’Urso, conduttrice del programma pomeridiano della Domenica di Canale Cinque, l’emittente ammiraglia della Mediaset di proprietà di…Silvio Berlusconi.

Il popolare Banana ha fatto naturalmente un figurone, mostrando l’immagine di un uomo serio e ponderato, molto lontana da quella offerta con le confuse e altalenanti prese di posizione dei giorni scorsi, e un reprobo fresco fidanzato in casa e sulla via del completo risanamento, dopo essere, a suo dire, sprofondato in una vita di banchetti e festini, eleganti però, per colpa della solitudine e delle cattive compagnie.

Berlusconi ha insomma fatto di tutto per cercare di ricostruirsi un’immagine decente, dopo gli scandali degli ultimi anni, tentando di recupera anche il sostegno di quanti sono legati ai valori tradizionali della famiglia e del decoro, che non sono pochissimi, ma non ha mancato di lanciare l’affondo politico contro i suoi veri o possibili futuri avversari elettorali, riproponendo un cavallo di battaglia finora sempre vincente: l’abolizione dell’Imu, ex Ici (già da lui abolita ma riproposta dal governo di Mario Monti) e la promessa di abbassare le tasse nel caso dovesse uscire vincitore dalle prossime elezioni.

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Barbara D’Urso: “Non sono stata accomodante”.

Lo stile amichevole scelto per dalla D’urso per intervistare l’ex premier ha naturalmente scatenato reazioni sarcastiche e ironiche da parte dei grandi e piccoli, veri e presunti protagonisti dell’informazione, i quali prima di fare battutine sul servilismo degli altri dovrebbero prima farsi un bell’esame di coscienza e pensare a cosa farebbero, se ancora non l’hanno fatto, loro se gli dovesse d’intervistare il proprio editore.

La cosa più importante dell’intervista di Domenica pomeriggio è stata invece quella di vedere un Berlusconi più che mai deciso a perseguire una campagna elettorale sui temi che da sempre sono stati i punti di forza dei suoi programmi politici, mettendosi pertanto in rotta di collisione con i provvedimenti che il Governo Monti ha fino ad ora promosso e questo nonostante si dica pronto a sostenere la candidatura del professore, qualora questi si impegnasse nel fare il leader di una coalizione di centrodestra.
Il perché è chiaro: Berlusconi sa benissimo che le politiche portate avanti da Monti sono impopolari e che abbracciarle significherebbe alienarsi definitivamente le simpatie di gran parte dell’elettorato che lo ha sempre sostenuto e anche perché probabilmente già sa che non sarà Monti a capeggiare lo schieramento di centrodestra. Del resto i sondaggi parlano chiaro e dimostrano fin troppo nettamente che Monti piace molto più a sinistra che a destra, cosa che evidentemente non interessa a coloro che, abbandonato Berlusconi, stanno oggi cercando disperatamente l’appoggio del professore bocconiano, senza interrogarsi sulla consistenza elettorale dell’eventuale lista che li vedrebbe protagonisti.

Berlusconi sa invece di poter contare su un consistente seguito, se dovesse ancora una volta essere convincente sui temi della “rivoluzione liberale”, della riduzione della pressione fiscale e della spesa pubblica, segnatamente quella riguardante il finanziamento dei partiti e della politica in generale. Ma quanto potrà essere ancora credibile, dopo che all’indomani dell’ultima vittoria elettorale le promesse come l’abolizione delle province e delle comunità montane sono rimaste lettera morta, mentre l’ex premier nemmeno ha tentato di vincere le resistenze alle riforme dell’alleato leghista, per rifugiarsi invece nelle feste (in)eleganti di Palazzo Grazioli, abbandonando la guida politica alla scalcagnata corte dei miracoli che si è formata attorno alla sua persona?

Questa è la grande sfida che Berlusconi si sta accingendo a intraprendere. Una sfida che appare quasi impossibile da vincere, ma chissà che el Burlador de Arcore non riesca ancora a stupirci.


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