SBarackato!!!

Nella notte è accaduto qualcosa di assolutamente imprevisto, una cosa che nessuno degli attenti osservatori, che ogni giorno ci informano con sagacia e competenza degli avvenimenti statunitensi, aveva immaginato potesse accadere: Mitt Romney ha sbaragliato il presidente uscente Barack Obama nel primo confronto televisivo della serie che porterà i due alle elezioni per la più alta carica degli Usa il prossimo 6 Settembre.

Lo sconcerto degli esperti e dei media nazionali in genere è evidente, un po’ perché sono tutti dalla parte del presidente uscente e lo tifano come se stesse concorrendo alla carica di presidente del consiglio italiano, ma anche perché la figura barbina l’hanno fatta, insieme agli esperti americani che essi seguono pedissequamente.

Perchè un’altra realtà è proprio questa: l’informazione italiana, almeno per quanto riguarda quella che guarda alle vicende estere, è profondamente americanizzata, ovvero si basa su fonti giornalistiche pubblicate sui siti dei giornali d’oltreoceano, al quale poco o niente si aggiunge.

Del resto ricordo come un grande giornalista sportivo come Rino Tommasi raccontò un giorno come sia facile fare l’inviato negli Stati Uniti, paese dove ai giornalisti accreditati viene inviato a domicilio ogni forma di informazione utile al suo lavoro, tanto questi potrebbero scrivere di tutto e su tutto senza muoversi dalla propria abitazione.

Il sospetto è che tanti inviati facciano proprio così e che addirittura molti media un inviato sul posto nemmeno ce l’abbiano e mettono insieme i loro articoli e servizi ricucendo le mille agenzie che arrivano dagli Usa.

Una cosa del genere sta avvenendo oggi con le analisi della sconfitta di Barack nel confronto elettorale col suo rivale, tutta una serie di spiegazioni arzigogolate e spesso poco convincenti proprio perché riprese da fonti statunitensi, che fanno riferimento a cose, persone e avvenimenti che non tutti sono capaci di interpretare.

Così ci tocca leggere di improbabili analisi del comportamento gestuale dei due contendenti, piuttosto che della timidezza eccessiva di Barack nell’approcciarsi al dibattito, come se tutto questo non fosse che la conseguenza di una posizione intrinsecamente debole del presidente uscente, che dopo 4 anni di mandato ha visto dissolversi nel nulla le promesse di far uscire il Paese dalla crisi economica.

Si rimane sorpresi perfino sul fatto che Romney non ha pagato nei sondaggi l’affermazione, carpitagli con una registrazione pirata, che non si curava del 47% degli americani poveri (che francamente mi pare una percentuale eccessiva) perché quelli avrebbero sicuramente votato per Obama.

L’affermazione è stata in realtà trasformata in Italia in una dichiarazione di insofferenza e di volontà di abbandonare a loro stessi i cosiddetti meno abbienti, nonostante uno dei collaboratori di Romney abbia poi precisato che il candidato repubblicano si riferiva a quel 30% di cittadini che non credono al “Sogno Americano”, alla possibilità cioè di poter un giorno diventare ricchi e famosi usando le proprie capacità e il proprio lavoro, ma preferiscono accontentarsi di vivere con i sussidi pubblici che, per chi credesse che nell’ultra liberista America non esista uno Stato Sociale, sono molto più cospicui e puntuali che in Italia; basti solo pensare che il sussidio di disoccupazione assomma a 300 dollari settimanali.

Se poi si considera pure che di quel 30% di cittadini ben pochi utilizzano il diritto di voto attivo (negli Usa la percentuali di votanti è tradizionalmente piuttosto bassa), si comprende come la certamente incauta dichiarazione di Romney non abbia avuto effetti sulle preferenze che gli vengono attribuite.

Ma di giornalisti, e non solo, Amerikani, bisognerà tornare a scrivere molto presto, perché sono un fenomeno vecchio ma in rapida espansione, per effetto certamente della caduta del muro di Berlino, ma anche per l’influenza del potere della finanza internazionale, che ha le sue sedi principali a New York e Londra e, va da se, parla soprattutto in Inglese.



Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...