I capponi di Renzi

Matteo Renzi

Lui è decisamente antipatico e pare rappresentare la summa di quanto di peggio la politica italiana ha prodotto negli ultimi 50 anni, ma gli altri paiono addirittura una spanna al di sotto del suo livello, se non riescono a produrre niente di meglio che ridicoli pettegolezzi per impedirne la resistibile ascesa ai vertici del PD e della politica nazionale.

Lui è naturalmente Matteo Renzi e gli altri i caporioni storici del Partito democratico, che come al solito, davanti ad un avversario imprevisto, non riescono a mettere in campo per affrontarlo niente di più che la solita tattica di demonizzare il nemico che tanti disastri ha già portato al partito in passato, quando la si è usata contro il Cav. Berlusconi, infine disarcionato solo grazie all’intervento dei governi stranieri e della finanza internazionale.

I materiali autori del killeraggio del candidato scomodo sono alcuni giornali e i loro siti internet che chiaramente cercano di tirare la volata ad altri politici, come Vendola, sponsorizzato dal neonato quotidiano “Pubblico” fondato da Luca Telese, Beppe Grillo, accompagnato in questo tratto di strada dal Fatto Quotidiano di Marco Travaglio, come in una sorta di Compagnia del Casaleggio, e dagli altri giornali di tradizione democratica (intesa come vicinanza al partito democratico).

All’inizio furono le aragoste, sotto la forma di un pranzo consumato, a spese della Provincia di Firenze di cui all’epoca il politico era presidente, negli USA da Renzi e alcuni suoi collaboratori e considerato dai fustigatori del costume del Fatto Quotidiano troppo lussuoso e dispendioso, ma rivelatosi poi un normalissimo pasto a base di Tortino d’aragosta al modico prezzo di circa 140 euro per sei persone.

Al tentativo di coinvolgere Renzi negli scandali dei rimborsi che sta sconvolgendo non poche istituzioni pubbliche è seguito quello di far circolare voci più o meno incontrollate di presunti finanziamenti ricevuti dal sindaco di Firenze da parte di oscure organizzazione americane e israeliane, creando l’atmosfera del più classico complotto Pluto-Giudaico-Massonico, il peggio che si potesse mettere in atto, specialmente se è vero che il primo a diffondere questa voce è stato Ugo Sposetti, che è stato a lungo il tesoriere del PDS (lo è ancora, ma questa è un’altra storia) come ha riportato lo stesso Pubblico.

Questa trovata infelice ha trovato un’opinione pubblica tiepida, anche se pochi hanno reagito come si dovrebbe davanti a una simile idiozia. Ha fatto sentire, per esempio, la sua voce Daniele Regard sull’Huffington Post, ma gli intellettuali italiani hanno preferito far finta di niente, occupati evidentemente in cose più importanti.

Di seguito è stata la volta dell’accusa a Renzi di essere un plagiatore di programmi, secondo il dirigente del PD Fassina il sindaco del capoluogo toscano avrebbe infatti egli copiato alcuni punti del programma del partito. L’accusa ha però improvvisamente capovolto la posizione politica di Renzi, che fino al giorno prima era stato accusato di essere troppo a destra, troppo liberista e in sostanza fuori dalla linea del partito, mentre improvvisamente gli è stata ridata la piena purezza ideologica.

Ultima trovata portata a conoscenza dei lettori sempre da Pubblico, almeno fino a questo momento, è quella di presentare video rubati, o presunti tali, in cui consiglieri del PD di Firenze e fiorentini vari accusano Renzi di scorrettezze e nefandezze di ogni tipo, compresa quella di mettersi le dita nel naso in pubblico.

Un vero crescendo rossiniano di piccole diffamazioni che promette di crescere e diventare un uragano di rivelazioni compromettenti con l’avvicinarsi delle primarie del PD, sempre ammesso che abbiano luogo.

Quello che al lettore disincantato viene in mente, assistendo a questo triste spettacolo però solo una domanda: ma possibile che i dirigenti e i loro, come dire…seguaci del PD non abbiano capito che queste polemiche strumentali son anti producenti e che rischiano di far acquisire simpatie perfino ad un personaggio come Renzi, che simpatico non lo è di certo, facendolo apparire come il povero Renzo Tramaglino perseguidato dai bravi di Don Rodrigo?

I capponi

Eppure l’esperienza delle primarie per l’elezione alla carica di Sindaco di Firenze, che furono vinte da Renzi contro l’opposizione della segreteria del partito, avrebbe dovuto far capire che certi metodi non funzionano. Evidentemente però in casa PD il vuoto di pensiero è così predominante che non si riesce proprio ad inventarsi niente di meglio che la solita campagna del dagli all’untore (giusto per rimanere in tema manzoniano).



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