Tutte le strade portano ad Atene

Atene vista dal Partenone

Atene o cara, culla della civiltà occidentale, ridotta ad uno schifo di città, un ammasso di palazzi di scarso pregio, caotica e inquinatissima e che, se non ci fosse l’Acropoli e qualche altra rara vestigia, poco si potrebbe immaginare del suo nobile e glorioso passato. Nonostante tutto però, Atene rimane Atene e il suo fascino va oltre le pietre e le strade mal asfaltate: risiede nei nomi di coloro che l’hanno resa celebre e famosa nel mondo intero come faro di civiltà e di sapienza.

Per questo è proprio nei momenti di crisi come quello che stiamo attraversando che dovremmo tutti tornare ad Atene, nel senso di riscoprire quei valori e quei principi che sono alla radice della nostra società, per ritrovare la via perduta che conduce alla democrazia, alla ricerca della verità, all’amore per il bello e il giusto.

Purtroppo però il significato della frase “tutte le strade portano ad Atene” stanno assumendo alle orecchie dei cittadini un significato ben più sinistro, evocando le immagini di crisi economica, povertà, assenza di una speranza per il futuro, viste tante volte in televisione negli ultimi mesi, nonostante i prestiti della UE al governo greco e i tagli alla spesa pubblica che il popolo ellenico ha dovuto subire.

L’evidenza è quella che le ricette della BCE, della UE, del FMI e dei vari governi non funzionano e la crisi non solo non si ferma, ma continua ad aggravarsi e non solo in Grecia.

Le ultime notizie arrivate dalla Spagna confermano infatti l’inutilità dei provvedimenti presi dal governo su “consiglio” (forse si dovrebbe dire intimidazione) degli organismi finanziari internazionali. La povertà è in aumento, la disoccupazione galoppa e le manifestazioni anti-eropee e anti-tutto dilagano, diventando sempre più violente.

Ma anche per l’Italia il futuro si annuncia tutt’altro che roseo. Gli ultimi provvedimenti presi dal Governo Monti fanno capire che, nonostante le rassicuranti parole del premier e dei suoi ministri, che dicono di scorgere la luce alla fine del tunnel, le cose non migliorano, come del resto tutti i dati statistici forniti da tutti gli istituti demoscopici mostrano chiaramente.

Crisi, c’è tanta crisi

Allora bisogna cercare nuove risorse, aumentando ancora l’Iva (cosa negata fino a ieri) fingendo di restituire qualcosa ai cittadini con i redditi più bassi abbassando l’aliquota IRPEF, ma il saldo sarà comunque negativo per i cittadini e neanche di poco.

Per il resto la disposizione ai comuni di spegnere, o diminuire significativamente, l’illuminazione pubblica nelle ore serali e notturne fa capire che siamo ormai alla frutta: ci aspetta il buio e il freddo, altro che luce in fondo al tunnel (che poi nella mia amata cittadina l’illuminazione serale e notturna è già ai minimi termini, che il comune, in dissesto finanziario, non ha neanche i soldi per cambiare qualche lampadina).

Si può tranquillamente affermare infine, che l’esperienza del governo tecnico, supino ai voleri dei governi francese e tedesco e degli organismi finanziari internazionali, che con le loro politiche furono già responsabili del default dello Stato Argentino, è un completo fallimento.

La cosa più brutta però è che non c’è in vista nessuna alternativa politica credibile, a meno che non si voglia credere che Beppe Grillo e il suo seguito di dilettanti allo sbaraglio possano risollevare le sorti della nazione facendo il bucato con la palla magica e spedendo la mondezza in Olanda.

Un triste futuro ci attende, sperando sempre che noi ce la caviamo, come scrisse il maestro D’Orta.


One Comment on “Tutte le strade portano ad Atene”

  1. fausto scrive:

    In una nazione che ha eletto Berlusconi, che problema ci sarebbe a votare Grillo?

    A parte le battute: per ora la tutela pubblica è rivolta alle banche, dei cittadini non importa nulla a nessuno. E’ un banale problema di confusione sul concetto di sovranità, abbiamo solo accidentalmente messo dei pezzetti di carta sopra al popolo. Non è stata una idea furba, ma avremo tempo per rimediare. Almeno spero.


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