Lasciamoli soli

Un paio d’anni fa ci impegnammo, in occasione delle elezioni comunali del nostro comune di residenza, in una campagna elettorale con lo slogan “Lasciamoli soli”, per convincere gli elettori ad astenersi dalle urne, dichiarando così la propria insoddisfazione verso la classe politica locale, che dopo aver portato l’ente che avevano amministrato per anni, alternandosi i vari partiti al potere, al dissesto finanziario e alla paralisi sociale ed economica. Volevamo con questa nostra iniziativa dare un messaggio ai politici locali, facendogli comprendere che era ora per loro di farsi da parte, dando la possibilità ad una nuova generazione di amministratori di almeno provare a fare meglio di quanto loro erano stati capaci.

L’iniziativa ebbe tutto sommato una non brillante riuscita; il numero dei votanti scese, ma non abbastanza per essere considerato significativo. Del resto è molto difficile convincere a disertare le urne persone che, nel caso di elezioni locali, sono pressate dalle richieste di innumerevoli candidati, tra i quali non mancano parenti, amici carissimi, colleghi di lavoro, medici di famiglia e tutta una serie di personaggi ai quali è difficile rifiutare il proprio appoggio e quello della propria famiglia.

L’insuccesso non ha però minato la nostra convinzione che la liberazione dell’Italia da una classe politica e, in termine figurato, una classe dirigente in genere incapace, inefficiente e parassitaria passi proprio dalla strada dell’astensione elettorale, per questo siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalle notizie che sono oggi arrivate dalla Sicilia, dove in occasione del primo turno delle elezioni regionali ben il 53% degli aventi diritto, più della metà, non ha votato.

Questo dato inevitabilmente ha messo in secondo piano quelli sulle preferenze assegnate ai vari candidati e ai voti ricevuti dalle varie liste, perché è ben chiaro a tutti che chiunque verrà eletto alla presidenza della regione non può dichiarare di rappresentare i cittadini siciliani, che l’hanno già sfiduciato fin da prima che fosse eletto.

Sappiamo già che in tanti obietteranno che comunque ci sarà un presidente della regione e che l’astensionismo alla fine sarà ininfluente, o al massimo favorirà uno dei candidati. Un’obiezione legittima, ma che deve tener conto dell’importante fattore che tutti i cittadini che non hanno volontariamente partecipato all’elezione hanno tutto il diritto di considerare il nuovo governo regionale illegittimo, essendo stato votato solo da una minoranza di cittadini.

Pensate solo che se anche quel 16% di voti fosse confluito nell’astensione, invece che all’inutile M5S di Grillo-Casaleggio, portando la percentuale di non votanti al 73% degli aventi diritto, quale incredibile risultato si sarebbe ottenuto: la dimostrazione chiara e inequivocabile che tra i cittadini e la classe politica non c’è ormai nessun rapporto di fiducia e che i candidati sono sostenuti ormai soltanto dai propri familiari e dalle strutture di partito, ovvero da quel milione abbondante di italiani che vivono di politica.

“Lasciamoli soli” è l’unica vera efficace risposta alla presunzione e all’arroganza della cosiddetta casta, e l’unica via pacifica per costringerli ad abbandonare le poltrone e giungere ad una riforma radicale della politica e dell’assetto istituzionale dello Stato: riforme senza le quali la corsa verso il declino sarà inarrestabile.



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