Monti crede di essere Amato

Tecnici

Lui ne è proprio convinto e magari avrà pure ragione, anche se a noi del Fuffapost non ci sembra proprio così, ma l’attuale presidente del consiglio Mario Monti sembra essere invece sicuro che gli italiani apprezzano e sostengono l’operato del suo governo, tanto da essere sicuro che lo confermerebbero, nel caso naturalmente si dovesse presentare alle prossime elezioni politiche, cosa invece che sicuramente non farà.

Per qualche ragione a noi ignota il premier deve ritenere gli italiani un popolo di masochisti, che gode nel farsi tartassare dai governi che via via si susseguono a Palazzo Chigi, specialmente se gli innumerevoli e gravosi balzelli che gli vengono imposti servono per finanziare la costruzione di una entità politico amministrativa che ai più appare nebulosa, se non addirittura minacciosa per la democrazia e la convivenza civile del vecchio continente, quell’Unione Europea che, descritta come la soluzione a tutti i mali dell’umanità, a fino ad ora portato ai cittadini italiani e non solo, disoccupazione e miseria.

Ma il presidente Monti è talmente convinto di quello che dice da aggiungere che il suo governo si muove nella scia di altri precedenti ottimi governi, quelli presieduti da due altri noti “tecnici”, Giuliano Amato e Carlo Azeglio Ciampi, che sono proprio quelli che insieme al governo presieduto da Romano Prodi (altro popolare “tecnico” prestato alla politica per le gioie degli italiani) hanno preparato il terreno ed infine realizzato l’adesione dell’Italia all’Unione Europea e alla sua moneta unica, quell’Euro che tanti patemi ci sta ancora facendo soffrire.

Italiano medio

Non dubitiamo che il primo e forse unico obiettivo del senatore a vita Mario Monti sia quello di salvaguardare l’integrità dell’Unione Europea (e la salute del suo sistema bancario), avendolo egli dichiarato in giorni non sospetti, quando in un video che ancora circola su internet espresse con chiarezza quali fossero le sue reali priorità.

Inutile allora meravigliarsi per i provvedimenti che il governo Monti mette in atto, perché il suo fine, come del resto furono quelli dei governi da lui citati come esemplari, che finanziarono la costruzione europea con i soldi degli italiani, non è quello di governare l’Italia almeno tentando di assicurare a tutti i cittadini un livello di vita perlomeno dignitoso, ma piuttosto quello di terrorizzarli per indurli a consegnarsi al potere centrale europeo, che peraltro nessuno ha eletto e non si vede da dove tragga la legittimità a governare.

Sarebbe bene allora che Monti dimostrasse la sua sicurezza sul favore dell’opinione pubblica formando un proprio partito, o presentandosi come leader di un partito o di una coalizione di partiti già esistenti, ma possiamo stare tranquilli che non lo farà, perché anche lui sa benissimo che presentarsi come il nuovo Amato non è esattamente il modo migliore per farsi amare dagli elettori.

Intanto il governo, benché teoricamente sostenuto da una larga maggioranza parlamentare, è andato sotto per ben tre volte durante le votazioni in aula e in una di queste la Lega Nord è riuscita a far passare un emendamento che permette ai comuni di togliere ad Equitalia, l’esattore di balzelli guidato dal dottor Attilio Befera, che magari potrebbe essere il primo passo per una ribellione al fisco secondo Monti e l’Unione Europea.

Attilio Befera

In realtà, sotto l’apparente calma parlamentare, sono tanti i malumori che il governo Monti sta suscitando. perché davanti l’evidente insoddisfazione dei cittadini elettori, che stanno portando il movimento antipolitico di Beppe Grillo e Gian Roberto Casaleggio ad essere il secondo partito d’Italia, preceduto solo da quello degli astenuti, e l’avvicinarsi delle elezioni politiche generali, che per molti politici segneranno l’addio alla poltrona parlamentare, tutti comprendono che seguire e sostenere il governo voluto dal presidente Giorgio Napolitano è un suicidio politico.

L’unico ad essere tranquillo è sereno è proprio Mario Monti, tanto lui è senatore a vita e non corre pericoli di rimanere a spasso.



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