Franano i Monti

Ahimè, non è però per il maltempo e non sono, naturalmente, i monti di roccia e terra quelli che franano a valle, ma è il governo Monti che di fronte alle nude e crude cifre fornite da Bankitalia dimosta, se ce ne fosse ancora bisogno, la sua totale inadeguadezza a guidare il paese fuori dalla crisi economica, ammesso che sia quella la sua missione.

I numeri dicono che nonostante si sia ormai tassato tutto quello che è tassabile, a parte i beni della Chiesa, e le entrate fiscali siano aumentate a livelli record, anche il debito pubblico è arrivato al livello record di quasi duemila miliardi di euro.

Il presidente Monti non perde però il suo aplomb e fa conoscere il suo ottimismo sul futuro della nazione, sicuro che l’economia ritornerà a crescere, magari con l’aiuto divino.

Per adesso però il governo sembra piuttosto essere intenzionato ad usare il solito sistema per far quadrare i conti, ovvero quello di inventarsi qualche altra tassa. Si discute infatti di una patrimoniale, che sarebbe in realtà un’altra patrimoniale su patrimoni ormai già più che tassati, che potrebbe essere il colpo di grazia per tanti italiani ormai allo stremo. Perché dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che la storia della lotta all’evasione fiscale è una grossa balla e che le nuove tasse vanno a gravare sulle spalle di chi già paga, mentre i veri grossi patrimoni sono al sicuro all’estero, nascosti in intricati dedali societari e il denaro rastrellato ai soliti noti va ad alimentare una spesa pubblica alla quale nessuno sembra voglia mettere veramente freno.

Ma un’altra drammatica notizia agli italiani è arrivata dal primo cofronto tra i pretendenti al governo espressi dalle primarie della coalizione del centrosinistra, che in una atmosfera  da talent show televisivo hanno espresso tutta la loro drammatica inadeguatezza al ruolo che vorrebbero sostenere, persi tra i diritti dei gay da legalizzare e finanziamenti pubblici ai partiti da mantenere o abolire nessuno di loro ha mostrato di avere la benchè minima idea di come far uscire l’italia dalla recessione.

Purtroppo sappiamo bene che quella che stiamo vivendo non è una semplice fase di recesione economica, ma un’epoca di decandenza globale, economica e civile, che attraversa tutto il cosiddetto mondo occidentale e che, sebbene in tanti ne avvertono i sintomi, nessuno pare essere in grado di arrestare, essendo la maggior parte dei detentori del potere troppo impegnati a difendere le proprie posizioni di privilegio per potersi occupare degli interessi generali.



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