Vergognarsi di essere Italiani?

Una guida sicura e senza vincoli

Diciamoci la verità: non godiamo all’estero di una buona fama e non da soli 18 anni, quelli che hanno visto presente, in rappresentanza del popolo italiano, ai vertici internazionali il cavalier Silvio Berlusconi, el burlador de Arcore.

Difficile dire quando questo pregiudizo anti italiano sia cominciato a sorgere nell’immaginario collettivo del resto d’Europa e poi del mondo, ma già nelle opere letterarie rinascimentali si può notare come, accanto all’ammirazione per i prodotti dell’italico ingegno, impossibile da nascondere, si accompagnasse la diffidenza verso gli usi e le costumanze di questo strano popolo, imprevedibile e in possesso di insane abilità, capace di suscitare le paure di torbide manovre, oscure minacce.

Per un sobrio inverno

Le cose non sono certo migliorate con la decandenza dell’arte e della cultura della penisola, che hanno lasciato il posto quasi solo alla rappresentazione della capacità criminale al di sopra della media di un popolo emigrante, anche qui lasciando però una testimonianza artistica di grande pregio, con la saga cinematografica de “Il Padrino”, diretta da Francis Ford Coppola.

Bisogna allora vergognarsi di essere italiani solo perché abbiamo avuto come premier Silvio Berlusconi? La risposta affermativa viene da Luca Cordero di Montezemolo.

Il presidente, non si sa ancora per quanto, della Ferrari  ha infatti rotto infine gli indugi è ha annunciato la sua ascesa in politica dichiarando, tra le altre cose, la volontà di fare in modo che:

 “Mai più accetteremo di vedere l’Italia derisa e disonorata, per questo scendiamo in campo”.

Tralasciando il resto del discorso pronunciato dal gentiluomo di origine piemontese nato a Bologna e cresciuto a Roma, non possiamo che chiederci se sia proprio egli l’uomo che mai più ci farà vergognare di ssere italiani, ammesso che ci sia mai capitato di farlo in passato e possiamo giurare che non è così. La carriera del marchese Luca non appare francamente tale da poterlo indicare come un fulgido esempio di italianità da mostrare all’estero, essendo stata basata pressochè esclusivamente sull’uso del blasonato cognome e sulla simpatia del suo protettore, quel Giovanni Agnelli, detto l’Avvocato, che si è comportato per tutta la sua vita come fosse il Re senza corona di questo Paese.

Una vita trascorsa a costrurire una carriera da manager senza mai gestire veramente un’impresa, quella di Luca di Montezemolo, e con degli infortuni di percorso che avrebbero stroncato le velleità di chiunque altro non avesse avuto la fortuna di godere di altrettanti illustri natali e potenti protezioni. Un modo comunque eccellente per costruirsi un’immagine vincente, anche se basata solo su un’apparenza che è valsa al protagonista i soprannomi di Luca-Luca, Libera e bella, Luca di Monteprezzemolo, Luca di Monte dei Parioli, Luca di Montezuma etc.

Forse è troppo poco, nonostante l’eleganza composata e raffinata dell’uomo, per dare un’immagine più rassicurante dell’Italia all’estero e che potrebbe invece rinverdire quella dell’avventuriero settecentesco, raffinato e colto quanto amorale e infedele: in sostanza un buono a nulla pronto a tutto.

Hoibò!

Un’immagine che viene rafforzata dalla vicinanza a Montezemolo di altri due personaggi nati a Bologna, Pier Ferdinando casini e Gianfranco Fini, che nella loro ugualmente vita politica hanno fatto di tutto per descriversi come atti della stessa sostanza del manager della Fiat: fumo.

Attività fumose, discorsi fumosi, progetti fumosi, queste le caratteristiche comune dei tre nativi della Dotta capitale Emiliana, che pure li hanno condotti alla tenera età di 60 anni ad essere le speranze di un vero cambiamento politico nazionale.

Naturalmente chiunque capirebbe che è solo una delle tante balle che vengono raccontate ogni giorno in questo nostro strano paese, ma il pensiero che la maggioranza, anche se solo relativa, degli italiani potrebbe domani dare il suo consenso al triumvirato felsineo, specialmente perché l’obiettivo dei tre è sostanzialmente quello di assicurarsi un futuro facendo riconfermare Mario Monti come presidente del consiglio, , ci fa veramente vergognare di essere Italiani.



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