Attilio Befera: un uomo un perché

Attilio Befera

Da ormai molti mesi il nome del dottor Attilio Befera è uno dei più ricorrenti nelle cronache nazionali, grazie all’impegno che le due cariche da lui occupate, quelle di direttore dell’Agenzia delle Entrate e di presidente di Equitalia, e ultimamente per il suo senso della privacy, dopo che l’alto  funzionario dello Stato ha querelato il settimanale “Oggi” per aver pubblicato le foto del suo recente matrimonio.

Una ben strana iniziativa, quella della querela al settimanale, se si pensa che il dottor Befera è il principale responsabile della costituzione di un centro di ascolto, se possiamo chiamarlo così, che farebbe invidia a quello messo in piedi dalla Stasi, l’agenzia di spionaggio della ormai defunta Repubblica Democratica Tedesca, raccontato tra gli altri  da Florian Henckel Von Donnersmark nel film “Le Vite degli Altri”.

Già dal 15 Ottobre infatti, tutti i dati dei conti correnti bncari degli italiani sono sotto la diretta osservazione dell’ormai onnipresente Agenzia delle Entrate, vero e proprio centro di osservazione di tutto quanto si muove in Italia, nuovo e potentissimo mezzo per finalmente debellare il fenomeno dell’evasione fiscale, almeno secondo le intenzioni del dottor Befera e di quanti sostengono le sue iniziative, come l’ex magistrato Bruno Tinti, che dal suo blog sul Il Fatto Quotidiano ci delizia con delle considerazioni sul concetto di Privacy e con le sue dissertazioni su come dovrebbe essere amministrata la giustizia ci porta immediatamente a respirare quella stessa grigia e pesante atmosfera del citato film di Henckel Von Donnersmark.
Per confermarci  che lo coloro che scelgono le strategie fiscali dello Stato italiano non hanno alcuna intenzione di perseguire la strada più logica, ovvero la creazione di un sistema fiscale semplice e trasparente, che renda difficile nasconder redditi e patrimoni, ecco che oggi il dottor Attilio Befera annuncia inoltre che finalmente (con un anno di ritardo) annuncia l’entrata in vigore del nuovo “redditometro“, l’arma finale nella lotta contro gli evasori, lo strumento col quale stanare finalmente tutti i renitenti al fisco e sanare le finanze dello Stato. Lo stesso Befera descrive il funzionamento del redditometro e su come inciderà sulle posizione di ben 5 milioni di famiglie che, secondo l’alto funzionario, sono a “rischio” evasione fiscale, perché pur dichiarando di non avere reddito spendono e sopravvivono.

Inutile rimarcare come il principio dal quale parte l’iniziativa è quello che deve essere il cittadino a provare di essere innocente e non che sia il fisco a dimostrare la sua colpevolezza, come in ogni buon sistema dittatoriale è giusto che sia.

Si capisce immediatamente che lo Stato, o le sue istituzioni, come in questo caso l’agenzia delle entrate, ha come sempre partotito la solita gigantesca macchina burocratica destinata al fallimento, come sono state in passato fallimentari i vari blitz della guardia di finanza nelle località turistiche, che furono solo fumo per dimostrare che si stava facendo qualcosa contro l’evasione fiscale. Il pericolo grosso è che l’introduzione del nuovo redditometro rischia di comprimere ancor di più i già scarsi consumi di tante famiglie che finora sono riuscite a tirare avanti alla meno peggio, perché è chiaro che lo strumento approntato dal dottor Befera e i suoi collaboratori andrà a verificare i solo i consumi dei meno abbienti, in genere pensionati e lavoratori al minimo, mentre non toccherà minimamente quelli dei possessori di grandi fortune, (nonostante tanti studi dimostrino che solo il 5% dell’evasione fiscale è attribuibile al cosiddetto popolo delle partite iva, essendo il grosso di competenza della grande industria, della grande finanza e della criminalità organizzata), magari celate dentro partecipazioni societarie con sede fiscali all’estero. Si tratta in conclusione di spremere l’ultima goccia del limone ormai più che sfruttato, con l’assoluta certezza che il fallimento dell’iniziativa, l’ennesimo a carico del fisco italiano, non influenzerà in nessun modo la carriera del dottor Befera, che continuerà tranquillamente ad occupare le sue due poltrone e ad incassare i suoi due, lauti, stipendi che i cittadini gli elargiscono.


One Comment on “Attilio Befera: un uomo un perché”

  1. […] miliardo a quello già scarso dell’anno passato, nonostante le dichiarazioni battagliere di Attilio Befera, il ben direttore generale dell’Agenzia per le Entrate e presidente di […]


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