#Berlusconi

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Hashtag

Il simbolo # sulla piattaforma di Twitter, il famoso social network, costituisce, seguito da una parola o più parole combinate insieme, l’hashtag, ovvero l’etichetta che contraddistingue una conversazione sulla quale si può cliccare col mouse per far apparire tutti i messaggi che gli utenti hanno inviato su quell’argomento. Sulla versione italiana del social network è tra i più popolari oggi l’hashtag #Berlusconi, che non è al primo posto della classifica soltanto perché tanti utilizzano altri hashtag, come #iononlovoto, riferito ovviamente a Berlusconi, o altre variazioni sul tema.
Il successo dell’hashtag dimostra ancora una volta che questo paese non può fare a meno del popolare Banana, da noi soprannominato El Burlador de Arcore, perché volenti o nolenti sono in tanti a dipendere dalle sorti del cavaliere.

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El Burlador

Il giorno della caduta del suo governo, ormai più di un anno fa, ci dicemmo preoccupati per le ripercussioni sul PIL italiano, perché era chiaro che l’uscita di scena dalla politica, o almeno dai principali riflettori della scena politica, avrebbe provocato la perdita di tutta un’economia basata sull’antiberlusconismo che in questi 20 anni ha fatto arricchire comici e giornalisti anche di mediocre, se non pessima qualità, come poi i fatti hanno dimostrato, con i flop dei famosi comici televisivi impegnati e di sinistra e il crollo delle vendite di giornali come il Fatto Quotidiano, che ha perso un terzo dei suoi lettori nel volgere di poche settimane dalla caduta del governo Berlusconi.

Non è un caso infatti che all’annuncio del ritorno in campo di Berlusconi i primi a reagire sono stati proprio quei comici ormai quasi dimenticati, con la capocomica Serena Dandini a festeggiare il ritrovato bersaglio preferito della sua compagnia televisiva di satiristi a rischio disoccupazione. Ma a tirare un sospiro di sollievo sono stati anche marco Travaglio e i suoi sodali del Fatto Quotidiano, che a questo punto potranno sperare di risollevare le sorti del loro quotidiano, dal momento che lo spudorato sostegno al M5S di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio e a all’ipotetica lista capitanata dal Pm Antonio Ingroia non ha portato allo sperato aumento di copie vendute.

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Dandini Ridens

Il più attivo nel manifestare le sue preoccupazioni per la nuova candidatura a premier del Banana pare però essere, un po’ a sorpresa dobbiamo dire, il direttore di La Repubblica Ezio Mauro, anzi #EzioMauro, che deve aver visto avverarsi il suo peggior incubo, dopo aver assistito alla caduta del suo protegè Mario Monti, per il quale continuano ad arrivare imbarazzanti attestati di stima da vari ambienti Bancari e Finanziari di tutto il mondo, tra i quali spicca quello di Cesare Geronzi, forse il più discusso e discutibile tra i protagonisti delle vicende bancarie e finanziarie italiane degli ultimi decenni. Attestati di stima e sostegno elettorale che potrebbero far aprire gli occhi a tanti elettori che ancora non hanno capito chi è che oggi rappresenta i Guelfi Neri e chi i Guelfi Bianchi nel nostro paese, giusto per rifarmi all’immagine che il blogger Marescotti del FQ ha oggi evocato e alla quale molti hanno voluto dare un significato contrario a quello reale: perché non può essere messo in discussione che se c’è qualcuno che sta operando per permettere la svendita dei gioielli di famiglia agli stranieri, questi sono tutti quei personaggi, peraltro direttamente legati a centri finanziari come la famigerata banca d’affari Goldman Sachs, che da anni portano avanti una politica economica di dismissione che ci sta portando a seguire l’esempio Greco (proprio in questi giorni i “grandi” della Terra si stanno litigando le spoglie del paese ellenico.

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Ezio Mauro

Se qualcuno proprio non volesse accettare questa elementare verità, basterebbe che leggesse quali sono i nomi degli italiani che hanno legami con la Goldman Sachs e con le altre banche d’affari internazionali, perché non c’è bisogno di evocare società segrete per portare alla luce gli interessi che sono alla base delle scelte di questi anni.
Se poi ancora si vorrà sostenere che è un magnate locale, senza particolari protezioni internazionali e con interessi legati per lo più al territorio nazionale, come è Silvio Berlusconi, a tradire gli interessi nazionali e aprire le porte allo Straniero, allora ci meritiamo tutto il peggio che può capitarci.

 

P.S.

Nel mentre pubblicavamo l’articolo #Berlusconi è arrivato in testa alla classifica dell’hashtag più utilizzato sulla piattaforma italiana di Twitter.



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