Super Mario non mangia il panettone

Mario Monti

Mario Monti

Come un allenatore di calcio alla guida di una squadra reduce da una serie di deludenti prestazioni, Mario Monti si è ritrovato sfiduciato dal presidente del suo club (e mai metafora è più aderente di questa al personaggio di Silvio Berlusconi), preferendo però dimettersi di sua propria volontà, prima che arrivi la raccomandata dell’esonero. La mossa di dimettersi già domani è chiaramente fatta per accorciare il più possibile il tempo dedicato alla campagna elettorale, in modo da non permettere al centrodestra di riorganizzarsi e recuperare il terreno perso in questo lunghissimo e tetro anno di governo dei tecnici, e poter ricostituire in futuro un nuovo governo che continui l’opera di quello che sta per sciogliersi.

I giornali predicono il voto già per il prossimo mese di Febbraio, quando ieri Berlusconi aveva indicato la data del 10 Marzo. Un mese in meno di campagna elettorale che potrebbe essere decisivo per la formazione del prossimo governo. Intanto i grandi media non si fanno remore a mostrare tutta la loro delusione per la fine del governo Monti: dal Corriere delle banche alla Repubblica dei Debenedettini e fino a La Stampa degli ovini torinesi è tutto un riportare gli attestati di stima e ammirazione per Mario Monti che tanti finanzieri, banchieri e politici di tutto il mondo fanno pervenire alle agenzie: che sia un monito e un avvertimento rivolto agli italiani?

Corrado-Passera

Corrado Passera, ministro e già AD di Banca Intesa

La litania è ormai conosciuta a memoria:”Monti ha salvato l’euro e l’Europa”, dicono in coro i grandi personaggi sopra indicati, e ammesso che questo sia vero, sono veramente in pochi a poter aggiungere che Monti ha anche salvato l’Italia e gli italiani. Perfino il Montiano di ferro Corriere della Sera, nella sua cronaca dell’incontro tenutosi a Cannes l’altro giorno, non può nascondere, sotto il titolo sempre diretto a far rimpiangere il professore, le molte critiche rivolte alla sua politica economica (che è quella della UE, del FMI e dell’OCSE) rivelatasi inefficace nel contrastare la crisi, come tutti i dati statistici mostrano chiaramente, che anzi continua a progredire.
Come un allenatore di calcio alla guida di una squadra reduce da una serie di deludenti prestazioni, Mario Monti si è ritrovato sfiduciato dal presidente del suo club (e mai metafora è più aderente di questa al personaggio di Silvio Berlusconi), preferendo però dimettersi di sua propria volontà, prima che arrivi la raccomandata dell’esonero. La mossa di dimettersi già domani è chiaramente fatta per accorciare il più possibile il tempo dedicato alla campagna elettorale, in modo da non permettere al centrodestra di riorganizzarsi e recuperare il terreno perso in questo lunghissimo e tetro anno di governo dei tecnici, e poter ricostituire in futuro un nuovo governo che continui l’opera di quello che sta per sciogliersi.
I giornali predicono il voto già per il prossimo mese di Febbraio, quando ieri Berlusconi aveva indicato la data del 10 Marzo. Un mese in meno di campagna elettorale che potrebbe essere decisivo per la formazione del prossimo governo. Intanto i grandi media non si fanno remore a mostrare tutta la loro delusione per la fine del governo Monti: dal Corriere delle banche alla Repubblica dei Debenedettini e fino a La Stampa degli ovini torinesi è tutto un riportare gli attestati di stima e ammirazione per Mario Monti che tanti finanzieri, banchieri e politici di tutto il mondo fanno pervenire alle agenzie: che sia un monito e un avvertimento rivolto agli italiani?

Il sottosegretario Gianfranco Polillo

Il sottosegretario Gianfranco Polillo

La litania è ormai conosciuta a memoria:”Monti ha salvato l’euro e l’Europa”, dicono in coro i grandi personaggi sopra indicati, e ammesso che questo sia vero, sono veramente in pochi a poter aggiungere che Monti ha anche salvato l’Italia e gli italiani. Perfino il Montiano di ferro Corriere della Sera, nella sua cronaca dell’incontro tenutosi a Cannes l’altro giorno, non può nascondere, sotto il titolo sempre diretto a far rimpiangere il professore, le molte critiche rivolte alla sua politica economica (che è quella della UE, del FMI e dell’OCSE) rivelatasi inefficace nel contrastare la crisi, come tutti i dati statistici mostrano chiaramente, che anzi continua a progredire; di questo però ce ne eravamo accorti da soli.

I giornaloni al servizio del capitalismo all’italiana però non si fermano a raccontare quello che avviene, ma prevedono un prossimo impegno del premier in carica per le prossime politiche: una novità che smentirebbe quello che Monti aveva sempre affermato e che rappresenterebbe una svolta nella sua vita, diventando un politico a tutto tondo, dopo essersi per decenni dissimulato sotto la maschera del tecnico (ricordiamo a tutti che Mario Monti è da molti anni il consigliere economico di tutti i governi che si sono via via succeduti).

Difficile dire se ci troviamo di fronte ad una notizia con qualche fondamento oppure davanti ad un desiderio dei direttori delle prestigiose testate, ma ricordando come il Corrierone di via Solferino aveva nominato capo del governo Mario Monti, sei mesi prima che arrivasse la nomina del PdR, si potrebbe anche arguire che le possibilità di una discesa in campo del professore della Bocconi sia più che probabile.

Il vero nodo che Monti dovrà sciogliere, prima di decidere se avanzare la propria candidatura alle prossime elezioni politiche, è quello di trovare un consenso elettorale che oggi appare non possedere. Considerando infatti che la stima dell’elettorato nei suoi confronti è in un anno scesa dai massimi raggiunti nei primi giorni dell’insediamento al circa 30% di questi giorni e che le forze centriste che hanno abbracciato la sua politica senza se e senza ma, come quelle di Casini, Fini e Montezemolo, sono praticamente scomparse dal panorama politico italiano, sarà veramente dura per Monti e i suoi sostenitori presentarsi davanti all’elettorato con una proposta politica in grado di raccogliere un pur minimo riscontro positivo.



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