Italia und Germania

Italia-und-Germania-Johann Friedrich Overbeck

Italia-und-Germania-Johann Friedrich Overbeck

Molte cose sono accadute in questi giorni di problemi tecnici che ci hanno impedito una regolare pubblicazione dei nostri articoli (anche oggi scriviamo senza sapere di poter mettere in rete i nostri sforzi letterari), ma tra le piroette del cavaliere Silvio Berlusconi, che è passato nel giro di poche ore dall’accusare il premier in carica Mario Monti di tutte le colpe dell’aggravamento della crisi ad offrirgli il ruolo di candidato a primo ministro nella lista del PDL, e le dichiarazioni di falsa sicurezza del vincitore delle primarie del centrosinistra Pierluigi Bersani, che oscilla giornalmente dall’offrire rami d’ulivo alla sinistra di Nichi Vendola e dall’assicurare che il suo eventuale governo rispetterà l’impegno preso dal governo Monti con i vertici dell’UE, configurando un’alleanza con il “grande centro” di Casini, Fini e Montezemolo, il vero fatto che ha conquistato la scena della politica (ma oseremmo dire della Storia contemporanea) è la continuazione del conflitto millenario che divide i paesi europei e che non vede ancora fine.

Ai meno informati potrebbe sembrare avventato, quasi una trama da romanzo ucronico, fissare l’inizio del conflitto tra i popoli del centro nord dell’Europa e quelli Mediterranei, ma non c’è in realtà alcun dubbio che nel Settembre dell’anno 9 della nostra epoca, l’imboscata che i Germani di Arminio tesero alle tre legioni di Publio Quintilio Varo, distruggendole completamente, impedì che la civiltà greco-romana si irradiasse nel Centro Europa, fissando per sempre sulle sponde del fiume Reno i confini tra due diversi modi: quello Latino-Mediterraneo (e poi cattolico) da una parte e quello Germanico (e poi Evangelico Protestante) dall’altro. Un confine poi identificato principalmente con i lunghissimi conflitti tra Francia e paesi tedeschi, finiti solo con la seconda guerra mondiale.

In questi 2000 anni che ci separano dall’evento disastroso avvenuto nelle cupe foreste tedesche, il rapporto dell’Italia e degli italiani con i Tedeschi è stato in genere conflittuale, anche se spesso le vicende storiche hanno portato i due popoli a ritrovarsi alleati. Italia e Germania hanno infatti trovato tardi, rispetto alle altre Nazioni, la dimensione di Stati Nazionali, impegnandosi pertanto fianco a fianco contro le potenze egemoni dell’epoca, fino a raggiungere l’obiettivo insieme, nel 1870, quando il neonato Regno D’Italia aggiunse al suo territorio Roma, la sua capitale naturale, e i Prussiani unificarono i rimanenti stati indipendenti tedeschi nell’Impero Germanico, o secondo Reich.

Wolfgang Goethe - Viaggio in Italia

Wolfgang Goethe – Viaggio in Italia

Molto più proficui e intensi furono però i rapporti culturali tra i due paesi, soprattutto attraverso i viaggi degli intellettuali del Nord sulle sponde del Mediterraneo, in quella che è considerata la culla della civiltà Europea, anche se spesso gli stessi ammiratori delle glorie antiche delle terre che visitavano non lesinavano di tranciare giudizi impietosi sul popolo che le abitava. Non mancavano in realtà eccezioni rimarchevoli di studiosi totalmente persi nell’Amore per la “Terra dei limoni” come fu il pittore Johann Friedrich Overbeck, autore del celebre dipinto “Italia und Germania”, tentativo artistico di un’unione che sembra impossibile tra due mondi che pur attraendosi finiscono infine per respingersi.

Le due ragazze dipinte da Overbeck come personificazioni delle due Nazioni esprimono i sentimenti dell’artista e le sue speranze sui rapporti che le due potrebbero intraprendere, eppure la evidente perplessità sulle avance della sua compagna che la bruna Italia mostra chiaramente, fanno intendere di come lo stesso pittore in cuor suo giudicasse improba la convivenza.

Un giudizio replicato ai giorni nostri anche da un artista di un paese lontanissimo come il Giappone e probabilmente neanche profondamente addentro alla storia europea. Il disegnatore Hidekaz Himaruya ha nel 2006 creato un singolare racconto Manga, “Axis Powers Hetalia” conosciuto semplicemente come “Hetalia”, in cui ripropone sotto una diversa ottica il rapporto di Amore (soprattutto della Germania, affascinato dal modello imperiale dell’antica Roma, verso l’Italia) e di attrazione e repulsione tra i due paesi (o i tre, dal momento che nel Manga Italia è rappresentata da due fratelli che esprimono il Nord e il Sud della penisola).
Il conflitto tra i due mondi è dunque visibile e conoscibile anche da occhi estranei e fatalmente si ripropone soprattutto nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, perché come dicono gli anglosassoni nei momenti di espansione economica “si è troppo occupati per odiare”.

Hetalia - I Fratelli Italiani

Hetalia – I Fratelli Italiani

In questi nostri giorni non si fa che discutere se la Germania della cancelliera Angela Merkel si intromette nelle questioni interne italiane: una discussione sterile. La Merkel si intromette, come si intromettono la UE e gli USA, eppure non sono pochi ad essere contenti se le vicende nazionali siano regolate da potenze straniere.
Per comprendere il momento è d’aiuto la metafora che ha avanzato, volendo riferirsi in realtà ad altre vicende, il blogger del Fatto Quotidiano Alessandro Marescotti, al di là della veridicità discutibile delle vicende storiche richiamate, ricordando come nell’Italia Medioevale ci fosse sempre un partito disposto a lasciar occupare il Paese dallo Straniero, pur di non far vincere l’avversario interno.
Oggi siamo davanti allo stesso scenario, ma molti non riescono a comprendere chi, in questo caso, veste i panni dei Guelfi Bianchi e chi quelli dei Guelfi Neri e la cosa non è di poco conto se l’elettore vuole sostenere la parte politica che non intende svendere il patrimonio pubblico nazionale, come è stata obbligata la Grecia.

Eppure le informazioni sono alla portata di tutti: basta controllare chi, tra quanti si sono succeduti al governo in questi decenni ha rapporti diretti di subordinazione con istituti finanziari stranieri e chi, sempre in questi decenni, ha occupato cariche negli istituti internazionali che oggi dettano le condizioni al governo italiano. Non è difficile, come non è difficile capire che chiunque si proponga a governare l’Italia partendo dal rispetto della cosiddetta Agenda Monti si qualifichi come un Guelfo Nero (certo che tanti anni passati ad obbdire alle direttive arrivate da Mosca aiutano).

Tutto questo deve valere anche come ammonimento per chiunque pensi che lo studio della Storia, anche quella più antica, non sia importante per comprendere gli avvenimenti contemporanei e per progettare il futuro, se dopo 2000 anni possiamo rammaricarci della decisione di Augusto di non continuare il progetto di colonizzazione della Germania e di portare il confine dello Stato al fiume Elba. Una decisione che ha cambiato il corso degli eventi e, anche se non possiamo immaginare quali risultati avrebbe potuto far sortire, dobbiamo rimpiangere.



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