Gli economisti del Venerdì

alchimista

Se esiste a questo mondo una scienza fondata su basi talmente poco scientifiche da poter essere più considerata una pratica esoterica che una vera e propria scienza, questa è senza dubbio l’economica.
L’assunto sopra espresso è dimostrato dal fatto che nessun economista è mai stato capace di prevedere le variazioni dei cicli economici prima che accadessero, o almeno non in un lasso di tempo tale da poterle considerare previsioni non casuali, perché è evidente che se qualcuno annuncia per decenni una recessione, quando prima o poi questa si verificherà non si potrà affermare che la previsione si è avverata.

Gli economisti dovrebbero essere quindi trattati alla stregua di alchimisti che tentano con alterne fortune di scoprire le leggi dei meccanismi economici, costruendo modelli matematici su esperienze empiriche destinati fatalmente a fallire davanti ai mutamenti dovuti ai cambiamenti dello scenario preso in esame.

Quella economica è dunque una scienza empirica, imperfetta per sua natura e da maneggiare con estrema cura, eppure, come accadde per la psicanalisi qualche decennio or sono, sembra oggi essere divenuta quasi un gioco da salotto, al quale tanti sentono il dovere di partecipare.

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Bruno Tinti

Uno di questi economisti dilettanti è il dottor Bruno Tinti, magistrato in pensione e oggi blogger del Fatto Quotidiano, che da qualche tempo ha abbandonato i temi giuridici per occuparsi di quelli economici, con risultati francamente discutibili. Talmente discutibili che si potrebbero definire i suoi articoli degli involontari scritti comici.

In realtà Tinti più che ragionare sull’economia si dedica a raccogliere informazioni sugli ultimi avvenimenti (grazie alla potenza della rete è un compito facilissimo) per poi selezionare accuratamente solo le informazioni che possono concorrere a sostenere la propria tesi precostituita.

La tesi di oggi, Venerdì 13 Dicembre 2013, è che L’Unione Europea ha salvato l’Italia dal disastro quando un anno fa, grazie anche alle risatine di Sarkozy e Merkel, quando la pressione della UE fece dimettere Silvio Berlusconi e salire a palazzo Chigi Mario Monti. Naturalmente Tinti non sa che le pressioni più che della UE era della finanza internazionale, che è quella che manovra gli spread sui titoli di stato e del resto l’ex magistrato evidentemente non si pone neanche il problema di controllare la giustezza delle informazioni raccolte, se non riesce ad evitare la pubblicazione di dati e concetti errati, quanto non falsi. Ma l’evidente intento di affossare il Banana, come se ce ne fosse ancora bisogno, e attribuire l’aureola del salvatore al professore della Bocconi vale la pena di rischiare qualche strafalcione che in fondo non moltissimi sono in grado di rilevare (vale la pena di segnalare quella dei soldi mancanti per pagare gli stipendi degli statali nell’Ottobre del 2001, che non sarebbero stati possibili da pagare neanche per il governo Monti, se non ci fossero stati soldi in cassa).

Ma in rete è facile farsi un seguito di fedeli discepoli, qualunque corbelleria si spacci, si parlasse pure di scie chimiche o di invasione dei rettiliani. Così, accanto a critiche, battute ironiche e sottolineature degli errori commessi, compaiono le entusiastiche lodi degli ammiratori del neo economista, non pochi dei quali si autodefiniscono essi stessi economisti, in un tripudio di scientificità mal compresa.

struzzo

Naturalmente è possibile che tanti di questi economisti del Venerdì siano diplomati o laureati in materie economiche, ma questo non fa di loro degli economisti, ma al massimo dei ragionieri e dei dottori commercialisti, che con tutto il rispetto per le onorevoli professioni, di scienza economica conoscono solo gli elementi basilari. Come non basta a darsi le arie di economisti riportare studi e dati di questo o quell’organismo e giudizi positivi sull’operato del governo Monti, quando si possono facilmente trovare in rete studi e dati di segno contrario come pure giudizi negativi sull’operato di Monti.

L’articolo pubblicato ieri sul quotidiano inglese The Telegraph, per esempio, potrebbe essere citato come l’epitaffio dell’esperienza montiana e della permanenza dell’Italia nell’Euro, ma le persone di media intelligenza, come noi e il dottor Tinti siamo (secondo la stessa affermazione dell’ex magistrato) dovremmo anche questo prendere cum grano salis e non spacciarlo per la verità assoluta.

 



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