Здравствуйте, Gerard

Gerard Depardieu

Lo ha detto e lo ha fatto. Gerard Depardieu è da oggi un cittadino russo, dopo che le autorità della Santa Madre Russia del Presidente Wladimir Putin gli hanno concesso il passaporto a tempo di record. Una mossa, quella del Presidente Russo, di indubbia valenza propagandistica, per un paese che vuole tornare al centro della politica europea da protagonista non solo economico, a causa delle forniture di gas e petrolio, ma soprattutto politico.

Dall’altra parte, l’attore Francese ha confermato il suo carattere sanguigno e battagliero, da uomo del popolo che s’è fatto da solo, non rinunciando a perseguire il suoi propositi di abbandonare, almeno fiscalmente, il paese che gli ha dato i natali, per protestare contro super tassa del 75% in carico ai redditi superiori al milione di euro all’anno, voluta dal nuovo governo di centrosinistra e  che pure è stata già giudicata incostituzionale dalla suprema corte Francese.

Una notizia come questa potrebbe essere liquidata nelle brevi di cronaca, oppure nelle pagine di costume, mentre ha un suo valore e un suo significato che va ben oltre la semplice e superficiale impressione di trattarsi soltanto delle bizze di una star della cinematografia. Basta infatti informarsi appena un po’ per rendersi conto che da tempo molti ricchi Francesi hanno la residenza fiscale in un paese straniero e che tanti posseggono una seconda cittadinanza.
Il fenomeno è cresciuto nel tempo e con l’accentuarsi della pressione fiscale sui redditi più alti, culminata con la proposta del governo Hollande della super tassa del 75%. Una politica fiscale seguita da molti governi europei (poco dal nostro in realtà e un giorno spiegheremo ancora il perché) che serve poco a sanare i vistosi disavanzi di bilanci statali, perché i ricchissimi sono troppo pochi per ricavare dai loro versamenti capitali consistenti, ma che servono più che altro a dare all’opinione pubblica che i governi tassano soprattutto i ricchi, mentre in realtà tosano il popolino come un placido e ignaro gregge.

Tosatura pecore

Tosatura pecore

Chiunque usi soltanto un poco di buon senso si rende immediatamente conto che non può essere attraverso le super tassazioni dei redditi, alti o bassi che siano, che gli stati potranno riequilibrare i propri bilanci, ma potranno farlo soltanto attraverso la riduzione degli sprechi della spesa pubblica e l’eliminazione dai bilanci statali di tutta una serie di spese improduttive, che hanno l’unico scopo di far vivere, spesso in un lusso esagerato, tutta una numerosissima classe di burocrati e presunti servitori dello Stato, che più che inutile si rivela spesso addirittura dannosa per il corretto funzionamento della macchina statale, oltre che della sua economicità.

La possibilità però che gli Stati scelgano infine la strada del risparmio sulla spesa, invece che quello sulla super tassazione sui redditi, scegliendo di riportare il sistema fiscale al principio di un’equità sintetizzata su una progressione delle imposte all’aumentare del reddito, ma senza arrivare ad aliquote che possono apparire come punitive, appare difficile da realizzarsi, perché come ogni organismo vivente anche il parassita che avvolge la spesa statale si difende dagli attacchi esterni e cerca di sopravvivere, ovvero di mantenere i propri ingiusti privilegi, in tutti i modi. La lotta per arrivare ad un riequilibrio tra la spesa e le entrate sarà lunga e incerta e non è detto che alla fine sarà la soluzione giusta a prevalere.

Quello che sicuramente possiamo prevedere è però che Gerard Depardieu non si fermerà alla cittadinanza russa. D’altronde siamo convinti che difficilmente l’attore Francese potrà scegliere come sua residenza la fredda terra dell’Est. Aspettiamoci quindi nuove iniziative che porteranno Gerard a chiedere, come del resto ha già annunciato, altre cittadinanze estere. L’attore ha per esempio più volte dichiarato che il suo desiderio è quello di vivere in una tenuta in Toscana, dove potrebbe esercitare la sua passione per la produzione del vino e altre specialità agricole. Aspettiamoci dunque che richieda anche la cittadinanza Italiana, a meno che gli sviluppi politici, ma anche fiscali, in Italia potrebbero farlo desistere dall’impresa.



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