Anche per Monti in Italia ci sono troppe tasse

Mario Monti

Mario Monti

Sarà che nel passare dalla posizione di Primo Ministro tecnico a quella di candidato, almeno in pectore, e politico a tempio pieno il suo sguardo si sia fatto più attento e oggettivo, oppure che semplicemente gli sia oggi più conveniente fare affermazioni che contentino l’opinione pubblica, ma sentire Mario Monti che in Italia si pagano troppe tasse e che, bontà sua, i provvedimenti presi dal suo governo non sono stati certo i migliori possibili, anche se ha prontamente e italicamente scaricato le responsabilità di questo su altri soggetti, qualche sorpresa la desta.

Ma anche Monti ha capito benissimo che il vero nodo sul quale verterà la prossima campagna elettorale è proprio quello delle tasse e, in qualche modo, deve far fronte all’offensiva sul tema che Silvio Berlusconi già portando avanti, promettendo l’abolizione dell’Imu e la riduzione del carico fiscale generale in caso di sua vittoria elettorale.
Il mefistofelico Burlador de Arcore ha subito attaccato il ventre molle dell’avversario, sapendo che quello fiscale è l’unico argomento che ha per poter riguadagnare il consenso perduto, davanti ad una evidente riluttanza di Bersani ad affrontare l’argomento e le esternazioni del poeta e rivoluzionario Niki Vendola, che interrogato sul caso Depardieu si è lasciato andare ad una poco accorta filippica contro i “super ricchi”, invitandoli ad andare tutti al diavolo.

Il Gerard Furioso

Il Gerard Furioso

L’incazzatissimo attore Francese, definito dal ministro delle finanze Ayrault un “minable” e non per aver interpretato nella sua lunga carriera anche il personaggio di Jean Valjan, è ormai la impersonificazione stessa del conflitto che si è acceso attorno al tema della pressione fiscale e sulla necessità e moralità di dover pagare anche percentuali altissime sui propri guadagni, facendo da un lato accendere i facili rancori della moltitudine dei rivoluzionari da tastiera, dall’altra le difese di chi ritiene che chi ha onestamente lavorato e pagato i giusti tributi per una vita non debba essere costretto a versare la gran parte dei suoi avere ad uno Stato che ormai non da nemmeno più dei servizi appena sufficienti in cambio.

Uno scontro, quello tra i sostenitori dell’esproprio proletario e quelli che non tiene però conto di una cosa importantissima: un provvedimento come quello Francese, che vorrebbe tassare il 75% della parte di reddito oltre il milione di euro, andrebbe a gravare solo sulle persone fisiche e principalmente su liberi professionisti o piccoli imprenditori, mentre lascerebbe indisturbate le grandi società e i grandi patrimoni, in genere strategicamente posizionati in modo da pagare meno tributi possibile, approfittando delle legislazioni nazionali più favorevoli, come la cronaca ci racconta ogni giorno.

Il risultato è proprio questo scadente sotto due aspetti: il primo è quello squisitamente finanziario, dal momento che il provvedimento voluto da Hollande frutterebbe solo pochi miliardi, una goccia nell’oceano del fabbisogno dello Stato Francese in crescita da quando s’è insediato il nuovo governo, mentre il secondo è quello di dimostrare di voler perseguitare chi riesce, col proprio ingegno e la propria applicazione, a costruire una fortuna dal nulla, come ha fatto il figlio di operai Gerard Reneijevic Depardieu, che sempre si vanta di aver cominciato a lavorare a 16 anni come apprendista tipografo e poi zincatore, come di aver pagato 185 milioni di euro di tasse nel corso della sua vita, e che di fronte alla definizione di “miserabile” affibbiatagli dall’oscuro Ayrault, che sicuramente percepisce uno stipendio ben più pingue della media dei suoi connazionali e senza aver mai rischiato nulla, ha dichiarato guerra alla sua ormai ex patria, sentendosi non solo ingiustamente perseguitato fiscalmente, ma pure insultato e diffamato.

Ma da noi in Italia la paura di un flop elettorale dovuto alle troppe e troppo esose tasse deve avere intimorito tanti, perché non sarà il solo Monti non candidarsi, ma diserteranno le liste anche due tra i suoi maggiori sostenitori, l’imprenditore Luca Cordero di Montezemolo e l’attuale ministro e aspirante beato Andrea Riccardi da Sant’Egidio, mentre anche l’ex banchiere e ministro Corrado Passera, annunciando la sua rinuncia ala candidatura, critica l’operato del governo che pure lo vedeva tra i suoi componenti, definendo i provvedimenti da esso presi insufficienti e privi del necessario coraggio.

Italian Intelligence Service

Italian Intelligence Service

Ma il dibattito sui temi fiscali è probabilmente solo all’inizio e tra poco anche bersani e il PD dovranno uscire allo scoperto e dire se vogliono seguire la strada della tassazione a tappeto, con magari una tassa sui grandi patrimoni che in realtà, come spiegato sopra, andrebbe a colpire ancora una volta i soliti noti, piccoli proprietari e artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, mentre rimarranno al sicuro le super retribuzioni di politici e funzionari pubblici e i loro vitalizi e le loro pensioni dorate, percepite non si sa bene per quali meriti. Specialmente adesso che l’Agenzia delle Entrate guidate da Attilio Befera, che cumulando lo stipendio di presidente di Equitalia incassa quasi mezzo milione di euro all’anno, ha presentato i nuovi strumenti per la lotta all’evasione fiscale, il redditometro e il redditest, che già al loro apparire dimostrano tutta la loro inadeguatezza a perseguire lo scopo per il quale sono stati predisposti. Probabilmente faranno invece solo più danni e confusione, ma a nessuno verrà in mente di sanzionare i responsabili dell’ennesimo fallimento dello Stato.


One Comment on “Anche per Monti in Italia ci sono troppe tasse”

  1. Rockken scrive:

    Lei è un baro o un ignorante disinformato. Ayrault sarà oscuro per lei ma è il primo il ministro di uno degli stati più importanti dell’Europa. Se non lo conosce, fatti suoi. Non ha detto che il maiale qui sopra è “minable” ma che lo è la sua decisione di lasciare il Paese per quelle ragioni.
    Ha detto “Je trouve ça assez minable”, non “Je le trouve minable”. Basterebbe conoscere un po’ un’altra lingua e fare clic con il ditino e informarsi
    http://www.rue89.com/rue89-politique/zapnet/2012/12/12/ayrault-sur-depardieu-assez-minable-237734


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