E l’Imu restò sola

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Pare di vederla, la povera Imu, l’imposta municipale propria, aggirarsi nella desolata landa dell’Isola del Diavolo cantando “sola, perduta, abbandonata” , aria immortale del maestro Giacomo Puccini, al posto della sfortunata Manon Lescaut, che dopo essere stata tanto amata e contesa si ritrova a morire lontana dal suo unico amore, il cavalier Des Grieux.

Questo deve essere il destino delle troppo belle e troppo amate, se solo dopo pochi mesi in cui tutti sostenevano che la nuova imposta sugli immobili (tutti gli immobili, comprese le prime case) era un provvedimento basilare per poter riequilibrare le finanze dello Stato e che se si fosse abolita la si sarebbe dovuta poi rimettere triplicata,  per ripareare ai danni che si sarebbero prodotti, sono bastate le promesse di abolire l’imposta, prima da parte di Silvio Berlusconi e poi da parte dell’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti, per far cambiare opinione a tutti: ora l’Imu si può modificare e allegerire per le prime case, sia per l’ancora premier Monti, sia per il segretario del PD Pierluigi Bersani.  Bersani in verità fa anche di più, addossando la responsabilità della nascita dell’Imu proprio ai due che oggi promettono di toglierla in caso vincessero le prossime elezioni, facendo finta di non sapere che l’Imu proposta da Tremonti non si applicava alle prime case. Dobbiamo ritenere che egli faccia finta di non sapere, perché nel caso sappia e dica con coscienza quello che sta affermando in questi giorni, il nostro giudizio sulla sua persona sarebbe molto severo. per la verità anche Pier Ferdinando Casini si sta in questi giorni esercitando nel medesimo numero di disinformazione, ma nel suo caso vale il principio del “Nomen Omen”.

Nomen Omen

Nomen Omen

Sono questi gli effetti prodotti dalla “Campagna Elettorale”, che è una specie di periodo di Carnevale che si protrae per qualche mese, fino alla proclamazione del vincitore delle elezioni, e durante il quele vale la regola de “ogni scherzo vale”, nel senso che tutti i leadre di partito si sentono autorizzati a dichiarare e promettere qualsiasi cosa, anche la più impensabile, pur di racimolare qualche voto e la promessa di abolire l’Imu da parte di Berlusconi ha evidentemente alterato sensibilmente il corso dei sondaggi d’opinione che da settimane seguono giornalmente i sentimenti dell’opinione pubblica.

Naturalmente sono solo parole, mentre i programmi politici dei partiti, ancora oscuri in molte delle loro parti, fanno capire bene che poco di quello che è stato fatto fino ad oggi cambierà. Il futuro è già ben delineato e l’intervento del commissario europeo Barroso ha ben fatto comprendere quali limiti non devono essere valicati. Il prossimo governo, che sia o meno guidato da Mario Monti, dovrà seguire le linee già indicate dalla UE e sarà molto probabilmente composto da una coalizione tra il PD e le liste centriste che sostengono il premier uscente, forse estesa al partito di Niki Vendola.

L’unica incognita è il voto degli italiani, che sono gli unici deputati a decidere del loro destino, almeno fino a quando gli sarà lasciata la possibilità di votare.

 

 

 



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