Ministri, Miserabili e Maiali

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Continua a far discutere la lotta per un fisco più equo che ha contrapposto il famoso attore Francese Gerard Depardieu al governo del suo paese e principalmente al ministro delle finanze del governo presieduto da Francois Hollande, quel Jean Marc Ayrault che dopo aver stigmatizzato la scelta del popolare Gegè di stabilire il suo domicilio fiscale in Belgio, giudicandola “miserabile”, ha dovuto far una notevole marcia indietro, avendo la sua uscita sollevato una notevole parte dell’opinione pubblica a sostenere le posizioni dell’attore, nonché a farlo oggetto di violenti attacchi della controparte politica.

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Un parapluie pour mon royaume

Quella di Ayrault è una giustificazione alla quale il pubblico italiano è abituato da tempo, ma che deve essere comune anche oltralpe, e altro non è che quel “sono stato frainteso” così spesso pronunciato dai politici italiani. Per cui ad essere “minable” non è l’attore Depardieu, ma solo il suo atto di lasciare la Francia per il Belgio a causa della super tassa prevista, ma bocciata dalla corte costituzionale, dal governo Hollande.

La sottile distinzione della condizione tra l’atto e chi lo compie deve comunque aver convinto, come pure è giusto e comprensibile che accada, i più accesi sostenitori del governo Francese e dei suoi provvedimenti più eclatanti, dal punto di vista dell’effetto propagandistico, tanto che perfino un lettore del FuffaPost ha ritenuto di doverci scrivere delle “vere” intenzioni del ministro Ayrault nel pronunciare la famosa frase.

Ora, sarà pur vero, forse, che Ayrault non intendesse dare del miserabile a Depardieu, ma la cosa certa è che l’attore per primo ha ritenuto che l’intenzione del politico fosse invece proprio quella, come ha dimostrato scrivendo la famosa lettera aperta al settimanale Le Journale de Dimanche, e come pure lo stesso significato alle parole del ministro hanno dato tutti i giornali di Francia.

Sarà pure stato frainteso, il ministro Ayrault, ma che le scuse che ha dovuto pronunciare in seguito allo scoppio del caso siano state più che altro provocate dall’evidente impopolarità del suo gesto è evidente, tenuto per di più conto che nei giorni seguenti si era palesato pure l’insorgere di un simile caso Deneuve, quando la famosissima Catherine ha difeso pubblicamente il collega, seguita immediatamente dalla celeberrima Brigitte Bardot, l’icona del cinema Francese.

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Brigitte Bardot Bardot, Brigitte bijoux, bijioux….

Non c’è però dubbio che i fedeli del ministro non abbiano avuto difficoltà a ricomprendere anche le due star femminili nella categoria dei maiali (così il lettore Rockken ha appellato Depardieu), che però il lettore dovrebbe ricordare che sono animali più uguali degli altri.

Del resto per il lettore Rockken anche lo scrittore e giornalista, nonché editore della televisione monolocale Teledurrudi, il Marchese Fulvio Abbate non è altro che un pagliaccio, e questa  attitudine del lettore  all’insulto gratuito è stata in redazione considerata all’unanimità “assez minable”.

Magari il lettore, se veramente interessato alle cose di Francia e in special modo di quelle fiscali, dovrebbe piuttosto interrogarsi sullo speciale trattamento riservato dal quel paese agli affari del Qatar. L’emirato arabo, attraverso i suoi emissari, opera in Francia praticamente libero da ogni impegno fiscali, essendo essendo le società immobiliari facenti capo al piccolo stato del golfo persico esentate dal pagare le imposte sul plusvalore realizzato sulle compravendite, mentre tutti i cittadini del Qatar residenti sono dispensati dal pagamento dell’imposta sulla Fortuna. Lo speciale regime concesso ai Qatarioti ha fatto definire la Francia come il Paradiso fiscale del Qatar da parte di molti, e l’emirato arabo come un “attore economico irrazionale” che disturba, grazie alle condizioni privilegiate con le quali opera, il funzionamento dei mercati finanziari Francesi, senza che nessuno riesca a capire cosa la Francia e i cittadini Francesi abbiano da guadagnare da un simile trattamento di favore.

Paris est magic

Paris est magic

Evidentemente  però queste sono questioni “tres minable” per appassionare l’opinione pubblica. Specialmente di quella assetata del sangue dei ricchi e famosi un po’ suini.



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