Chi ha paura del Banana?

Silvio Berlusconi

Tutti, pare essere la risposta. Ormai è trascorsa un’intera settimana dall’incontro scontro tra Silvio Berlusconi e la coppia di giornalisti più bella della Repubblica, negli studi della trasmissione Servizio Pubblico, ma il ricordo di quel paio d’ore di televisione sembra ancora ossessionare tanti.

Certamente ossessiona uno dei protagonisti dell’evento, quel Marco Travaglio che passerà ormai alla storia come il più grande nemico di SilvioBerlusconi, che ha tenuto a ricordare durante la stessa trasmissione di rappresentare il “core business” del giornalista torinese, ma che dall’incontro è uscito con le ossa rotte (metaforicamente parlando, naturalmente), fino ad essere addirittura additato, insieme al compare Michele Santoro,  come troppo accondiscendente verso il nemico, se non addirittura venuto a patti scellerati con lui.

Un’accusa che Travaglio proprio non riesce a digerire e dallo scorso Giovedì cerca disperatamente di dimostrare ai suoi fede lettori (che diminuiscono mese dopo mese) di come tutti abbiano preso un abbaglio e che dal confronto lui ne è uscito, come al solito, da trionfante vincitore.

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Beatrice Borromeo

L’ultima “grande” firma del Fatto Quotidiano a tornare sull’argomento è Beatrice Borromeo, che con l’aiuto del critico letterario Marco Belpoliti ci aiuta a capire quale sia la nuova tattica messa in atto dal popolare Banana per carpire il consenso delle masse popolari. A dire la verità l’articolo dell’aristocratica giornalista e il parere dell’illustre critico non sono altro che la riproposizione delle solite cose, conosciutissime e ormai digerite dall’opinione pubblica, e il ricordare il passato di cantante sulle navi da crociera e l’attitudine alla commedia del Cavalier Silvio non è granché per cercare di capire perché quello che sembrava solo fino ad un paio di settimane fa un politico bollito sia oggi di nuovo sulla ribalta. Non serve certamente a giustificare la debacle del fantastico duo Santoro-Travaglio, che devono per quello ringraziare solo il loro smisurato ego, che li ha portati a sottovalutare le capacità, pur conosciutissime, dell’avversario, pensando di assestargli il colpo di grazia invitandolo nella loro trasmissione e venendone invece annichiliti dalle indubbie qualità di uomo di televisione e di spettacolo dell’imprenditore milanese. Ben aveva spiegato tutto Aldo Grasso, critico del Corriere della Sera, ma la verità è sempre difficile da accettare.

A nessuno però sembra mai venire in mente che, oltre all’indubbio talento di venditore del Burlador de Arcore, ad aiutare Berlusconi nel suo spettacolare recupero del consenso popolare siano invece, soprattutto, le debolezze della concorrenza. Se solo si pensasse che più che altro è la scontentezza degli italiani verso le politiche che un domani il governo Bersani-Monti (in qualunque ordine i due termini saranno proposti) metterà in atto, in perfetta coerenza con quando fatto finora dai tecnici guidati dal professore,  è la vera causa del ritorno sulla scena del Banana, forse si sarebbe più vicini alla verità.

Mò dai che li freghiamo

Mò dai che li freghiamo

Il problema è che i cosiddetti intellettuali di questo nostro strano paese pensano che il popolo sia più bue di quanto sia effettivamente e che gli italiani non hanno capito che il risultato delle elezioni è già stato scritto da tempo, a meno che le urne ribaltino tutto con un impensabile successo elettorale di Berlusconi. L’ascesa nei sondaggi del Banana va dunque attribuita non tanto alle sue performance televisive, quanto alle tetre prospettive che gli italiani vedono pararsi davanti al grido di “ce lo chiede l’Europa!”


One Comment on “Chi ha paura del Banana?”

  1. Marta scrive:

    Santoro è il solito egocentrico che si inalbera se qualcuno lo attacca. Vedi Grillo che ha detto la verità sulla partecipazione di Berlusconi alla sua trasmissione, sembrava in effetti che lui e Travaglio fossero gli ospiti del cavaliere. Santoro e Travaglio scendano dal gradino sul quale si sentono sopra a tutto e tutti e poi se ne riparla.


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