IMonti non ci sorridono più come una volta

FT Vs Mario Monti

FT Vs Mario Monti

Sarà che il 2013 potrebbe segnare la fine della presenza del Regno Unito, ma pare proprio che al Financial Times, il prestigioso quotidiano finanziario Britannico, il vento sia cambiato, almeno per quanto riguarda l’apprezzamento per la possibile riedizioni di un governo a guida Mario Monti in Italia.

Appaiono infatti lontani i tempi in cui da Londra si metteva nel mirino la leadership di Silvio Berlusconi, invocandone il siluramento e la sostituzione con personaggi più credibili e capaci. Un personaggio come Mario monti, appunto, che da economista e rettore della prestigiosa università commerciale  privata intitolata a  Luigi Bocconi sembrava l’ideale per occupare il posto usurpato così a lungo dal tycoon delle televisioni. Ora, sarà forse perché ci si è accorti che il curriculum scientifico di Monti è alquanto scarno per poter definire il professore uno scienziato di chiara fama, o forse perché in fondo l’istituto da lui diretto non è poi così prestigioso, o semplicemente perché l’anno trascorso dal professore a Palazzo Chigi non ha soddisfatto le aspettative del giornale, ma da Londra è arrivata una critica a Monti che pare quasi una sentenza di inadeguatezza a ricoprire l’incarico di primo ministro.

Wolfgang Munchau

Wolfgang Munchau

Per la verità, l’autore dell’articolo, in fondo non ha fatto altro che ripetere quanto già da mesi andiamo scrivendo noi del Fuffangton Post e che tutti coloro che guardano le cose con un minimo di obiettività possono facilmente rilevare, ma che sia il Financial Times a a pubblicarlo un po’ di sensazione la desta. Sensazione e pure un certo stupore nello stesso Mario Monti, se la reazione del professore è stata quella di non rispondere nel merito agli appunti sui suoi provvedimenti fatti da Munchau, preferendo invece dirottarli verso la Merkel, che sarebbe in realtà, secondo Monti, il vero obiettivo del giornalista tedesco, e verso i partiti che non gli hanno consentito di mettere in atto riforme più incisive (che poi è la stessa giustificazione che si è dato Berlusconi).

Per la verità le critiche di Munchau non riguardavano soltanto Monti, ma erano dirette a tutti i politici italiani e d europei. Se gli italiani, da un Berlusconi che individua correttamente i nodi sui quali intervenire ma che non fa seguire i fatti alle parole,  a Bersani timido nelle proposte e confuso sul da farsi,  sono da criticare perché, perduti nei loro tatticismi, non riescono ad incidere sui problemi reali, gli altri leader europei, con i testa quelli tedeschi, sono da condannare per portare avanti politiche di austerità che possono soltanto avere, alla lunga,  il risultato di espellere dall’unione europea i paesi economicamente in difficoltà e condannare tutto il continente ad un lunghissimo periodo di stagnazione economica.

Che le critiche del Financial Times siano poi riprese da un leader del PD come Massimo D’Alema dimostra come sia oggi in atto una competizione elettorale tra il partito erede della tradizione Catto-Comunista e il nuovo centro coalizzatosi intorno al professore Varesino. L’alleanza tra la compagine guidata da Monti e quella guidata da Bersani è già segnata, ma i rapporti di forze che usciranno dalle urne saranno quelli che regoleranno la formazione del prossimo governo, sancendo a quale schieramento sarà affidato il ruolo di Presidente del Consiglio e il numero e l’importanza dei ministeri. Facile prevedere che il PD soverchierà la Scelta Civica di Monti nel numero di voti ricevuti e si comprende come il professore non abbia gradito queste critiche dall’estero, che potrebbero aggravare il gap elettorale.

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Splendida Bellucci

Ma almeno un motivo per sorridere il premier dimissionario ce l’ha. In questi giorni non ha ricevuto solo critiche, ma anche un attestato di fiducia che forse non porterà al suo movimento molti voti e che però non può che avergli sollevato il morale: la sempre splendida Monica Bellucci, uno dei pochi motivi che oggi abbiamo  per sentirsi orgogliosi di essere italiani, ha espresso la sua stima e ammirazione per il professore. Magari è un parere poco tecnico, ma in tempi di carestia non si può buttare via niente, neanche un voto a Città di Castello.



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