Monti e Bersani si fidanzano ufficialmente

Berani_Monti

Forse doveva rimanere segreto fino al momento del voto, anche perché gli accordi dovevano essere ancora soggetti a qualche limatura, ma gli eventi recenti, ovvero l’innegabile rimonta elettorale del Cavalier  Banana, hanno costretto Monti e Bersani a forzare i tempi e ufficializzare quello che tutti in realtà già sapevano: dopo le elezioni formeranno un governo insieme, con un programma comune.

Per ottenere il nulla osta dalla tutrice del professore, Pierluigi Bersani si è recato a Berlino da frau Angela Merkel, probabilmente con in mano il mazzo di fiori e l’anello di fidanzamento, secondo tradizione.

Vendola

C’è rimasto male Niki Vendola,  il terzo componente una coalizione che pare guardare però solo al centro dello schieramento politiche, agli interessi delle banche e ai voleri di Berlino, che alla sinistra più o meno post comunista, ma chissà che con il poetico Niki non si raggiunga un accordo, magari sancito con soavi ma indeterminate ipotesi di suggestioni politiche incomprensibili ai più. Lontanissimi invece gli adepti del magistrato in apettativa Antonio Ingroia, che non perde occasione di dimostrare ovunque la sua sempre ostentata indipendenza dalle ideologie politiche (sic).

L’alleanza è negli intenti, come ha tenuto a precisare bersani, per cui la porta per il compagno Niki è sempre spalancata e se di fronte alle esigenze della politica Reale Monti dovesse voltare le spalle al Vaticano, oggi suo principale sponsor interno, e cedesse sul matrimonio per gli omosessuali, che sembra essere l’unica cosa che veramente interessi a Vendola, una soluzione per l’ingresso di Sel al governo si potrà trovare.

Per il programma che il prossimo governo Bersani- Monti attuerà non possono esserci sorprese: il professore ha già pronta l’ Agenda Due, ovvero una nuova linea d’austerità, secondo i dettami tedeschi, che porterà gli italiani a versare l’ultima goccia di sangue, ammesso che gliene sia rimasta ancora una.

L’ultima parola spetta però agli elettori e l’esito delle prossime consultazioni non appare così scontato come poteva sembrare solo qualche settimana fa. In particolare è la coalizione che sostiene Monti ad apparire in difficoltà, tanto che il professore non ha esitato a brandire la minaccia dello spread, l’arma che i suoi protettori possono usare per convincere i riottosi. Ma potrebbe essere un’arma a doppio taglio, perchè se è vero il detto che l’uomo non vive di solo pane, un anelito di orgogliosa voglia di libertà potrebbe convincere tanti a votare contro l’accordo “europeista” tra il centro montiano e la sinistra bersaniana.



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