La vendetta del Re

Ritratto di Riccardo III

Ritratto di Riccardo III

Ecco come uno degli uomini più vilipesi d’Inghilterra e del mondo intero ha aspettato 5 secoli per prendersi la  rivincita su nemici che, non contenti di averlo detronizzato e ucciso, lo hanno descritto come un mostro sanguinario, soprattutto attraverso una delle opere drammaturgiche più affascinanti e rappresentate nei teatri di tutti i Paesi.

Perché era proprio quello di Riccardo III Plantageneto lo scheletro rinvenuto nel parcheggio di Leicester, dopo una ricerca voluta fortemente dalla The Richard III Society, l’associazione che da anni cerca di riabilitare la figura e l’operato del Re Inglese più odiato e passato a rappresentare la stessa espressione del Male grazie soprattutto al genio di quel propagandista della causa dei Tudor che fu William Shakspeare, chiunque si nascondesse dietro questo nome). La sua descrizione di Riccardo, sia dell’aspetto fisico sia di quello morale, è di tale sinistra bellezza che non può non suggestionare il pubblico che assiste alla sua tragedia, per la quale in genere il ruolo del Re viene interpretato dai migliori attori teatrali inglesi. Una miscela letale per il povero Riccardo, diventato il Male assoluto al quale contrapporre il Buon principe Enrico Tudor, nonno della Regina Elisabetta I, regnante al tempo del poeta,    e la sua reale identità fu presto seppellita sotto quella di fantasia, inventata dal Bardo di Avon.

“Ma io, che non sono formato per i sollazzi d’amore,
né tagliato per contemplarmi compiaciuto in uno specchio;
io che una perfida natura ha defraudato d’ogni armonia di tratti
e d’ogni lineamento aggraziato, mandandomi anzitempo, deforme e incompleto,in questo mondo di vivi, solo per metà sbozzato
e talmente claudicante e goffo che i cani mi abbaiano quando gli passo accanto arrancando;”

« plasmato da rozzi stampi” e “deforme, monco”, privo della minima attrattiva per “far lo sdilinquito bellimbusto davanti all’ancheggiar d’una ninfa.

Ma dopo tanti secoli il Re è tornato col suo vero corpo a raccontare la Storia dal proprio punto di vista, rimettendo a posto tutti i dettagli.

  • L’aspetto fisico: Riccardo non era gobbo, non aveva un braccio paralizzato e non zoppicava. Era affetto da  una scoliosi idiopatica che si manifestò intorno ai 10 anni di età e che degenerò nel tempo, provocando l’innalzamento della spalla destra rispetto a quella sinistra. Il suo aspetto generale, desunto dai resti trovati a Leicester, conferma le cronache dei suoi contemporanei. Il Re era di corporatura snella e aveva lineamenti e una figura delicati, quasi femminei. Nonostante la malattia Riccardo guido con successo campagna militari contro gli Scozzesi e contro i rivali Lancasters, essendo evidentemente fisicamente perfettamente abile.
  • La storiografia ha da tempo smentito molte delle affermazioni contenute nella tragedia shakspeariana a carico di Riccardo: in particolare non può essere l’assassino del principe Edmond, figlio di Enrico VI, dal momento che non era nemmeno presente sul luogo dell’avvenimento e nemmeno poteva essere stato autore dell’uccisione dello stesso infelice Re di casa Lancaster. Non è stato lui a far uccidere il fratello Giorgio, duca di Clarence, ma il loro fratello maggiore Edoardo IV. Non uccise sua moglie per sposare sua cugina Anna Neville. Non sposò Anna Neville per interesse, in quanto i due crebbero insieme nel castello del padre di lei e sembravano destinati al matrimonio, destinato a rinsaldare i legami tra le due famiglie, ma la ragione di stato indusse poi il conte di Warwick a dare in sposa la figlia proprio al principe Edmond. Non ci sono prove che abbia fatto uccidere i figli di suo fratello Edoardo e non si può escludere che i principini fossero vivi al tempo della morte di Riccardo.
  • In compenso si sa per certo che non solo la vita di Riccardo fu sempre ispirata a seguire le regole della cavalleria, ma i suoi due anni di regno furono caratterizzati da riforme liberali, donazioni a chiese e università. Non altrettanto si può affermare per il “buon” Enrico Tudor. L'”oscuro gallese”, salito al trono col nome di Enrico VII, operò per tutta la durata del regno per eliminare tutti i possibili pretendenti di quella corona che aveva indossato con così poco diritto (opera continuata dal figlio Enrico VIII, quello famoso per aver ammazzato quasi tutte le sue sei mogli), tanto che non si può escludere che sia stato lui ad ordinare la soppressione dei principini ospiti della Torre di Londra.
Scoliosi

Scoliosi idiopatica Reale

Re Riccardo III fu l’ultima vittima di una feroce guerra civile e familiare durata 30 anni nata dalla gloria, dal lungo regno e dal matrimonio felice di uno dei più illustri Re inglesi, quel Edoardo III che ebbe la fortuna di vedere sopravvivere all’età adulta tanti suoi figli, tutti nobili cavalieri, e tanti nipoti. Probabilmente mai avrà pensato che quello che pareva un dono divino avrebbe finito per distruggere la sua casata.

Fu quando Enrico Bolingbroke, figlio del duca di Lancaster, depose il cugino Riccardo II, che morì senza figli, che tutto iniziò. Gli usurpatori non possono mai sedere sul trono tranquilli, specialmente quando in tanti possono reclamare di aver maggior diritti per occuparlo. Il suo regno fu infatti caratterizzato dalle ribellioni e troppo breve fu quello del figlio Enrico V, che astutamente cercò di dirottare le forze militari in una fortunata guerra sul suolo francese, per cementare il potere della casata.

Col regno dell’imbelle Enrico VI la situazione precipitò e fu una tremenda guerra fratricida, con i singoli capi feudali cambiare spesso alleanze, all’interno di complessi intrighi familiari. Infine la casata degli York ebbe la meglio, ma la pace fu di breve durata e il tradimento fu ancora fatale a Riccardo III, quando sul campo di battaglia di Bosworth, quando Thomas Stanley, Conte di Derby abbandonò il campo e Henry Percy, conte del Northamberland, a capo della riserva, non intervenne nella battaglia.

I traditori non ebbero però il premio sperato, che quasi tutti, facenti parte della discendenza del capostipite Edoardo III, erano troppo pericolosi per il la nuova dinastia reale dei Tudor e finirono vittime dei sicari del nuovo Re.

King Simon, un Re Australiano

King Simon, un Re Australiano

Dopo 500 anni il corpo di Riccardo III è tornato, dalla piccola tomba dove era stato sepolto nudo dalla carità dei frati di un convento, con i segni delle sevizie subite già da morto dalle soldataglie dei Tudor a chiedere giustizia. L’attuale casa reale non sembra però voler dare una particolare solennità alle nuove esequie che saranno riservate all’antico Re, per il quale è prevista la tumulazione nella cattedrale di Leicester, invece che a York, come la Richard III Society avrebbe voluto, seguendo le indicazioni che il Re aveva dato quando era in vita. L’attuale famiglia reale non ha mai voluto dare particolare risalto alle scoperte sulle vicende intricate di questa epoca ormai lontana, quasi tema che possa sorgere oggi, negli anni 2000,  qualche antipatica questione dinastica. Ma può essere il timore dell’invasione di un esercito australiano, venuto a reclamare la corona a nome di Re Simon, a togliere ad un Re i suoi giusti onori funebri? (certo però che un Re Simon sarebbe un bel colpo d’occhio tra tutti quegli Enrichi, Giorgi e Edoardi).



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