Uno spettacolo pietoso

Ohibò

Ohibò

La nostra non è una critica al Festival di San Remo, come il titolo potrebbe far pensare. Abbiamo in realtà da molti anni deciso di non seguire la soporifera rassegna di arte varia che la RaiTv insiste proporre alla plebe (con grande successo per la verità). L’oggetto delle nostre riflessioni sono invece gli ultimi giorni di campagna elettorale, che si trascina ormai tra slogan e programmi di partiti e candidati sempre più simili uno all’altro, a confermare come quello che più interessa ai partiti sia la conquista delle poltrone e non governare l’Italia per uscire dalla crisi e assicurare agli italiani una vita il più possibile serena.

Del resto non c’è molto da decidere, se è a tutti chiaro che il prossimo governo dovrà seguire un programma di riforme già deciso in altro luogo, fuori dall’Italia, negli uffici della grande finanza e nelle sale comando della Casa Bianca e del Bundestag di Berlino. Pietoso è infatti lo spettacolo di quanti, convinti di aver già vinto le elezioni, si sono precipitati a Londra e a Berlino per ottenere il nulla osta alla formazione del governo, promettendo di rispettare le indicazioni che saranno date da quei poteri. Pietoso è il viaggio del Presidente Napolitano a Washington, dove ha di nuovo perorato la causa di Mario Monti come unico personaggio in grado di assicurare al governo italiano quella “credibilità” internazionale necessaria per ottenere la benevolenza dei “mercati” (ovvero di quei pochi operatori che lo manovrano).

Giorgio ha ripreso la corona del Re, che aveva riposto dopo averla usata per nominare Monti primo ministro, e ha d’imperio ordinato ai sudditi riottosi di votare per il professore della Bocconi, ma ancora una volta con scarso successo.

La lista Monti e quelle a lei collegate stanno per realizzare uno dei più clamorosi flop politici della storia della Repubblica. La cosa più bella sarà vedere, finalmente, fuori dal parlamento personaggi che da decenni si atteggiano a padreterni, quando il loro curriculum ne dimostra fin troppo chiaramente l’inconsistenza.  Il voto dimostrerà quanto poco i “poteri forti”, nonostante l’azione dei media da loro controllati, a cominciare dal Vaticano e per finire con Confindustria, possono controllare un’opinione pubblica che deve fare i conti con il problema di riuscire a portare a casa il necessario almeno per mangiare.

Ma l’insuccesso di Monti e dei suoi alleati non potrà comunque fermare il progetto in corso, che è quello della cinesizzazione dell’Europa mediterranea, che deve essere ridotta a luogo di produzione a basso costo per le multinazionali dei paesi economicamente più forti, anche se pure nel nord Europa, a cominciare dalla Germania, il fenomeno è da tempo iniziato. Per la realizzazione del grande progetto ci sono già messi a disposizione Bersani e i suoi (ma Vendola che dice?). Destra e sinistra sono categorie ormai superate, il partito unico guidato dalla commissione europea è una realtà!

La settimana appena trascorsa ha visto circolare in rete allarmanti notizie sulla situazione in Grecia. Da siti poco attendibili si raccontava di un paese ellenico preda di disordini, assalti alle banche, ai supermercati e rivolte dei contadini. Le notizie sono state poi smentite, anche se Amnesty International ha confermato che la in Grecia è ormai una situazione d’emergenza umanitaria. Una situazione di miseria e di disperazione che una volta si potevano vedere solo in alcuni paesi africani e asiatici. Una situazione che però i grandi media si rifiutano di mostrare, perché potrebbe influenzare gli elettori a votare contro il programma del prossimo governo.

Beppe Grillo e lo sciame

Beppe Grillo e lo sciame

In verità non c’è bisogno di convincere gli Italiani a votare contro l’EU e la sua moneta unica. Le urne, come ormai tutti hanno ben capito, premieranno il movimento di Beppe Grillo. Lo faranno in un un modo inaspettatamente forte. Sarà come un urlo fortissimo per dire basta a questa politica e a questo regime partitico ormai marcio fino alle fondamenta.

Non sarà purtroppo una risposta definitiva, perché il M5S è solo un movimento di protesta, con una proposta politica quasi assente e per certi aspetti anche ridicola, ma soprattutto non si può conoscere cosa effettivamente vogliono fare i dioscuri del movimento, Beppe grillo e Gianroberto Casaleggio, e se riusciranno a tenere uniti i gruppi parlamentari. Si sa, il potere corrompe e nulla c’è di più corrompente dei partiti italiani, sempre abilissimi nel lusingare e cooptare nelle loro fila i nuovi arrivati. Riusciranno i grillini eletti a resistere alle tentazioni di Roma Godona? Lo vedremo presto.

A proposito di San Remo: nel 1996 Elio e le Sorie Tese presentarono la canzone “La Terra dei Cachi”, bhé, sarebbe stata ancora adatta per l’edizione del 2013, molto più de “La Canzone Mononota”.



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