Il Paese dei (para) guru

Oscar Giannino elegantissimo il giorno del suo matrimonio

Oscar Giannino elegantissimo il giorno del suo matrimonio

Quello di vantare prestigiosi diplomi, conseguiti in altrettante prestigiose università, è un vezzo che appartiene a molti e una buccia di banana sulla quale tanti hanno finito per scivolare. Ricordiamo l’inesistente master della Bocconi vantato da Daniela Santanché, la laurea in medicina mai conseguita da Umberto Bossi e quella albanese del figlio Renzo, detto il trota, oppure di quella in psicologia del consigliere regionale della Lega Nord Monica Rizzi, ma chissà quanti altri dei titoli vantati dai nostri politici esistono solo nei loro ricchi curricula e senza considerare quante delle lauree effettivamente possedute sono state realmente guadagnate con lo studio.

Fa però specie che a balzare improvvisamente agli onori della cronaca per falso titolo preteso sia il fondatore del partito “Fare, per fermare il declino”, il giornalista economico dandy Oscar Giannino, molto popolare anche per i suoi stravaganti abbigliamenti e che a portare alla luce il falso sia un suo compagno e collega, Riccardo Zingales, che per questo motivo ha pure abbandonato il movimento politico che aveva contribuito a fondare.

Una scelta, quella di Zingales, netta e motivata dalla volontà di non voler accettare nel suo partito queste piccole furberie tipiche del sottobosco politico italiano e anche se Giannino ha replicato che si tratta in realtà di un equivoco, non sembra che il professore Padovano abbia intenzione di recedere dalle sue intenzioni.

Luigi Zingales

Luigi Zingales

La vanità ha dunque tradito Giannino? l’unica cosa che sappiamo è che in paesi diversi una simile disavventura costerebbe caro a qualsiasi politico. Basti pensare come in Germania siano stati costretti alle dimissioni due ministri importanti del governo Merkel quando fu provato che avevano copiato le loro tesi di dottorato.

In Germania pare anzi che l’investigazione dei titoli accademici e delle opere dei vari esponenti politici sia la nuova arma per silurare i rivali, se c’è chi ha messo in piedi una vera e propria agenzia per passare al setaccio tesi di laurea e libri firmati da politici tedeschi alla ricerca dell’eventuale plagio.

Immaginate cosa accadrebbe se questi controlli fossero diretti verso la nostra classe politica: quanti dei nostri politici uscirebbero indenni dal controllo sistematico dei  titoli e delle opere che si attribuiscono?

 

 



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