Ma dall’Europa arrivano amichevoli consigli o minacce?

Olli Rehn

Olli Rehn

La dichiarazione di Mario Monti che ad Angela Merkel non piacerebbe vedere Bersani e il PD al governo è stata smentita dalla cancelleria tedesca (anche l’ex Super Mario è stato frainteso dai giornalisti). Da Berlino fanno infatti sapere che il governo tedesco non non ha espresso, non esprime e non esprimerà opinioni sulle prossime elezioni politiche italiane. Un atteggiamento lodevole, quello della Cancelliera Merkel, che però non sembra essere seguito da altri esponenti politici di rilievo e in particolare da quelli che fanno parte dei vertici istituzionali della UE.

Dopo Olli Rhen, il finlandese commissario europeo campione dell’austerità economica, è oggi la volta del già ben noto Martin Schultz, presidente del Parlamento Europeo, a tornare sull’argomento con una dichiarazione che sembra essere più una minaccia che un consiglio. Che i rapporti col Burlador di Arcore non fossero dei più cordiali lo sapevamo, ma che Schultz arrivi a minacciare in questo modo gli Italiani tutti a votare per un altro candidato, prospettando la perdita della “credibilità” riconquistata grazie al governo dei tecnici di Mario Monti, ci sembra francamente troppo.

Martin Schultz

Martin Schultz

L’attivismo con il quale da Bruxelles si ingegnano ad influenzare il risultato delle elezioni italiane è decisamente fastidioso e potrebbe, tra le altre cose, avere perfino l’opposto risultato di convogliare una parte del voto di protesta e anti europeo proprio sull’odiato Banana, ma fa anche capire con quanto nervosismo gli euroburocrati stanno attendendo l’esito elettorale italiano, che potrebbe infliggere un duro colpo ai loro programmi.

Paul Krugman

Paul Krugman

L’affermazione in Italia dei movimenti che se non contrari all’Unione Europea vorrebbero ridiscuterne molti degli aspetti, potrebbe infatti mettere in moto un effetto domino e, insieme alla sempre più critica posizione del Regno Unito, bloccare i progetti in corso. Progetti messi già a dura prova dal fallimento della politica economica di austerità messi in atto dalla Commissione. Lo stesso Olli Rhen aveva in passato previsto una ripresa economica della quale ancora non si vede l’ombra, ma a Bruxelles, invece di preoccuparsi e rivedere le proprie convinzioni, trovano che il modo migliore per andare avanti …è fare finta di niente e comportarsi come se le cose stiano procedendo per il meglio. La soluzione è quindi quella di non pubblicare gli studi economici che dimostrano il fallimento delle politiche comunitarie. Paul Krugman definisce l’atteggiamento di Rhen e soci come il disperato tentativo di fermare il vento con le mani (Bersani citava invece l’acqua) e potrebbe far pensare che certe ipotesi, su altre manovre non proprio corrette per influenzare il voto, non siano poi così campate in aria (proprio ieri il Giornale di casa Berlusconi avvertiva della prossima uscita di un pamphlet contro Berlusconi partorito a Bruxelles) e da consistenza alla notizia pubblicata giorni fa dal Britannico The Telegraph, che non è l’ultimo tra i quotidiani, sulla volontà dei vertici europei di controllore e influenzare la rete internet attraverso la creazioni di una “pattuglia di Troll”, ovvero un gruppo di “influencer” pagati per contrastare chi esprime idee contrarie al verbo europeista (magari facendole espellere dai social network) e esaltare invece le discussione a loro favore. Del resto la popolarità della comunità europea è ai suoi minimi storici e qualcosa a Bruxelles devono pur fare per risollevarne le sorti, peccato però che abbiano scelto la strada più sbagliata per farlo, confermando che ci stiamo sempre più avviando verso un regime anti- democratico, illiberale e tirannico.



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