Un voto contro l’Europa

MOVIMENTO 5 STELLE: BEPPE GRILLO TAPPA A POMEZIA DELLO TSUNAMI TOUR

L’esito della consultazione elettorale è inequivocabile e al di la di ogni considerazione su quale partito abbia vinto o perduto appare immediatamente chiaro che gli italiani hanno voluto dire no all’Europa e alle sue politiche economiche e fiscali.

Naturalmente tutti i politici si sono dichiarati soddisfatti del risultato ottenuto, seguendo il classico copione della vecchissima nomenclatura. Perfino Mario Monti, una volta austero professore di economia, ha dichiarato di essere contento del consenso riscosso dalla sua lista, dimostrando la sua natura di politico di vecchio stampo, da quarta linea di quella che fu la Democrazia Cristiana dei sepolcri imbiancati.

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Mario Monti è invece il primo sconfitto di queste consultazioni, essendo lui il commissario governativo inviato da Bruxelles per imporre il regime di rigore che ha fatto precipitare l’Italia, già alle prese con la crisi economica, in una recessione dalla quale non sembra poter uscire in nessun modo. Sconfitti con lui gli ambienti cresciuti all’ombra del Vaticano e delle banche nazionali e mondiali i confindustriali con poche industrie e molte pretese. I numeri dimostrano con crudezza cosa contano codesti personaggi in Italia: poco più che niente.

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Sconfitto è lo smacchiatore di giaguari, il filosofo che pettina le bambole Pierluigi Bersani e tutta la dirigenza del PD, che ha pervicacemente difeso le sue prerogative dal rinnovamento generazionale e ha pagato a caro prezzo gli intrighi bancari nei quali si è infilato negli ultimi anni. Il PD aveva in mano la vittoria, ma se l’è fatta sfuggire per viltà e per ottusità congenita, alleandosi con i poteri forti e alla euroburocrazia di Bruxelles e voltando le spalle a qui lavoratori dei quali sostiene di essere il portavoce: rottamato dagli elettori.

Ha vinto Silvio Berlusconi, che dato già per politicamente morto ha saputo sfruttare tutti gli errori degli avversari, costringendoli a inseguirlo nelle sue pirotecniche invenzioni elettorali  e realizzando una rimonta che lo ha riproposto come protagonista assoluto della scena politica.

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Ma soprattutto ha vinto il M5S di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, che hanno capitalizzato al massimo la protesta degli italiani contro il marcio sistema dei partiti e l’arroganza dei vertici dell’Unione Europea. Per Grillo e i suoi però il banco di prova arriva adesso. Cosa faranno in parlamento i grillini? Saranno in grado di influenzare l’organo legislativo in modo tale da realizzare il programma che si sono dati? Grillo e i suoi hanno promesso tanto in questi anni. Hanno promesso un cambiamento totale, un radicale cambio di scena che adesso gli italiani vogliono veder realizzato.

Grillo e Casaleggio sicuramente sanno che il voto di protesta così come rapidamente gli è arrivato altrettanto rapidamente potrebbe abbandonali: saranno capaci di conservarlo? Lo sapremo preso. Prima di quando tanti  immaginano.



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