Caccia al Grillo

Grillo

Grillo

In realtà avremmo dovuto titolare questo articolo “Spettacolo penoso”, purtroppo però abbiamo già usato il titolo in precedenza e, per la verità,  dovremmo ricorrere ad esso troppo spesso visto gli andazzi della politica, ma non solo,  dei nostri giorni.

Il Grillo del incipit è naturalmente Beppe Grillo, l’ex comico genovese ormai divenuto Leader,  Duce o Guru (a scelta dell’osservatore) del maggior partito italiano, o non partito come amano definirlo i suoi iscritti.

Il successo del M5S ha infatti provocato uno strano duplice effetto. Se da un canto è iniziatoun corteggiamento asfissiante verso il movimento da parte del segretario del PD Bersani, che cerca di convincere i grillini a votare la fiducia al governo che si ostina a voler prensentare alle camere, condito con appelli strappacore firmati dalla crema degli intellettuali e impegnati e “de sinistra” (quelli adusi a firmare manifesti per sostenere qualsiasi causa appaia democratica e progressista, tanto per intenderci) dalle pagine degli stessi giornali e delle stesse rivisti che si avvalgono di tali prestigiose firme è invece iniziata la caccia al Grillo, al vivisezionamento dell’insetto e dei suoi collaboratori e del suo movimento. Uno sforzo nformativo a volte definito giornalismo d’inchiesta e a volte “macchina del fango”, a seconda di chi lo fa e di chi ne è la vittima.

L’effetto che ne esce fuori è un po’ comico, se paragoniamo l’articolo di La Repubblica con il quali i vari  Settis, Spinelli, Padoa Schioppa, Bodei etc. fanno appello alla ragionevolezza del Guru di Genova affinchè ceda alle richieste di Bersani, all’inchiesta del settimanale L’Espresso, edito dallo stesso ing. Carlo De Benedetti, che indaga di “misteriosi” progetti immobiliari del clan grillino in quel della  Costarica.

La tecnica del bastone e della carota, sembra quella messa in atto dagli ambineti vicini al PD e del resto sappiamo che a sinistra la strada della demonizzazione dell’avversario è ben conosciuta e praticata. per questo c’è poco da stupersi per l’improvviso interesse per le attività di Grillo e dei suoi familiari, come pure per l’oscura esistenza di Gianroberto Casaleggio, il vero deux ex machina del M5S, del quale si può però raccontare pochissimo e quel pochissimo parte proprio dalla Olivetti che appartenne al suddetto editore, industriale e finanziere Carlo De Benedetti. Un inizio lavorativo, quello di Casaleggio, che potrebbe essere alla base della indubbia antipatia del movimento grillino verso l’imprenditore italo svizzero, accusato da molti di essere stato l’artefice delle sventure dell’azienda informatica italiana.

Grillo e Casaleggio

Grillo e Casaleggio

Il problema è che gran parte delle incredibili rivelazioni su Grillo e il suo movimento sono in realtà note ai frequentatori della rete da tempo, perché quando i grandi media si disinteressavano delle attività messe in atto sul blog del comico, considerandolo evidentemente un fenomeno innocuo ed effimero, tanti oscuri navigatori cercavano invece di comprendere il fenomeno e, soprattutto, di cchi ci fosse dietro e dove volesse andare a parare.

Non può pertanto sorprenderci sapere che il vero titolare del bolg non è Beppe Grillo ma tale Emanuele Bottaro, né possono farlo i legami d’affri della Casaleggio e associati con alcune grandi banche e società finanziari. Solo possono confermarci che ormai l’informazione più tempestiva ed accurata viaggia sulle linee cibernetiche e lontano dalle rotative delle tipografie.

La cosa triste è che, mentre i giornali si sono lanciati alla scoperta dell’acqua calda, dalle prime pagine dei quotidiani è praticamente scomparso un serio dibattito sulla crisi economica che sta attraversando il paese. Perché non solo la recessione non è finita, ma ancora non sembra aver toccato il suo fondo, tanto che la società di rating Ficht (l’unica europea delle tre principali) ha declassato il debito italiano al livello di BBB+ e ha previsto un calo del PIL dello 1,8%,  contro una precedente stima dello 1%, e l’aumento della disoccupazione anche per il 2013.

Uno scenario economico e sociale da far tremare i polsi e di fronte al quale si dovrebbe avere il coraggio di prendere decisioni immediate e radicali, ma come al solito i partiti reagiscono invece col solito gioco di tattiche e controtattiche, pensando solo al proprio tornaconto e alla spartizione delle poltrone.

Facile a questo punto pensare che, in barba alle “inchieste” della stampa, il movimento di Grillo e Casaleggio possa aampliare il proprio consenso e ad aspirare veramente al poter formare un governo monocolore nel prossimo parlamento. Con qualsiasi legge si tornerà a votare.

P.S.

Proprio mentre scrivevamo queste note lo stesso Grillo, o chi per lui, dava un giudizio sugli intellettuali firmatari di appelli e manifesti.http://www.beppegrillo.it/2013/03/la_funzione_deg/index.html

 

 



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