Lo F35 è un catorcio dei cieli

F35 Lightining II in volo

F35 Lightining II in volo

Dobbiamo doverosamente premettere che il Fuffangton Post non è per il disarmo unilaterale e per il pacifismo a senso unico, ma ritiene invece le forze armate uno strumento necessario per il mantenimento della sicurezza nazionale e la pace. Proprio per questo pensiamo che i militari italiani si meritino il meglio possibile, in relazione alle possibilità economiche del Paese, in termini di armamento, equipaggiamento e addestramento, in modo da poter esercitare la loro missione nel modo più sicuro ed efficace.

Chiarita la nostra posizione possiamo ora dichiarare la nostra contrarietà all’acquisto del caccia bombardiere F35 costruito dalla Lokeed-Martin, aggiungendo la nostra voce a quella di tanti altri che da tempo richiedono che l’Italia rinunci all’oneroso contratto d’acquisto, anche se per motivi completamente differenti.

Una storia ormai lunga, piena di incidenti e tante polemiche, quella dell’F35 LightiningII, il caccia bombardiere di V generazione che tanti paesi della Nato avevano scelto per sostituire buona parte dei propri aerei da combattimento. Una scelta già all’origine aveva provocato in Europa non poche discussioni, in quanto per la prima volta i paesi europei avevano rinunciato a progettare, sviluppare e costruire un aereo in proprio, affidandosi ad un progetto completamente americano. Secondo i piani della RAF, l’aviazione militare Britannica, per esempio, l’aereo avrebbe dovuto sostituire tutti i tipi di aerei da combattimento della flotta, tagliando fuori l’industria aeronautica nazionale, forse la più importante d’Europa, Una scelta, quella degli Europei, di natura prettamente economica, dopo l’esperienza fatta con l’Eurofighter Typhoon, l’ottimo ma costosissimo intercettore appartenente alla quarta generazione e mezzo degli aerei militari da combattimento.

Portaerei Cavour

Portaerei Cavour

Non che l’F35 fosse a buon mercato, ma la possibilità che l’aereo potesse essere costruito in diversi modelli, adatti a sostituire tutti i tipi di aerei, lo rendeva certamente una scelta razionale. In particolare per l’Italia, alla ricerca di un caccia bombardiere capace di decollare dalle due portaerei di ridotte dimensioni della nostra marina, sostituendo i gloriosi ma ormai vetusti Sea Harrier (geniale progetto proprio dell’industria britannica). Per questo l’Italia nel 1996, insieme a tanti altri paesi alleati, decise l’acquisto di 131 F35. Un acquisto che negli anni è stato più volte contestato, sia per il suo costo sia per ragioni ideologiche, ma che sempre è stato difeso da tutti i governi (da notare che il governo che decise di partecipare al progetto fu il primo governo Prodi e dal seguente diretto da D’Alema). Le polemiche sono poi aumentate con l’esplodere della crisi economica,  portando qualche politico a prendere posizioni imbarazzanti, come quella di Pierluigi Bersani, pronto a dichiararsi a favore della necessità di risparmiare sull’acquisto degli aerei, dimenticando che lui stesso era il ministro per ‘industria del governo che ne aveva deciso l’acquisto).

Ma queste sono beghe da politicanti e come tali incidono poco sulla reale dimensione dei fatti. Il discorso economico è infatti più complesso di quanto traspare dalle polemiche sui giornale, dovendosi tener conto che l’Italia spende comunque tanto per tenere in servizio aerei di vecchia generazione, il cui mantenimento e ammodernamento sarà sempre più costoso, per cui il risparmio ottenibile dalla rinuncia agli F35 è molto minore di quanto si pensi. Senza contare poi che la moderna portaerei Cavour rimarrebbe inutilizzata.

Le notizie che però continuamente arrivano dagli Usa e che da anni raccontano di problemi nello sviluppo dell’aereo, le cui ipotizzate  fantastiche prestazioni sono già state ridotte al ribasso, fino alla clamorosa nota dello stesso Pentagono che parla apertamente di un aereo deludente sotto tutti i punti di vista, al di sotto degli standard di tanti aerei già operativi, impone però la necessità di prendere una decisione netta e di annullare il contratto, come già ha fatto la Turchia. Bisogna prendere atto che L’F35 è un catorcio e che l’aeronautica militare e l’aviazione della Marina ne possono fare a meno.

 

La scelta dell’F35 è stata infelice e avrà una ricaduta notevole su tutti i paesi europei che hanno aderito al progetto. Forse però sarà l’occasione per ricostituire un consorzio tra i paesi europei capace di riprendere la sfida tecnologica, magari recuperando la recalcitrante Francia, troppo interessata alla difesa dell’industria nazionale, e e la Svezia aprendosi alla collaborazione di  Stati extra europei, come il Giappone.

Sarebbe anche un modo di reagire alla crisi economica, che deve essere affrontata anche, se non soprattutto, investendo nella tecnologia del futuro.


2 commenti on “Lo F35 è un catorcio dei cieli”

  1. nicolaverde scrive:

    E’ vero quello che é scritto ma ho letto sul sole 24ore che il governo australiano acquisterà 100 F35 e ve lo dice uno che é contrario potreste spiegarmi che é accaduto?

    • carlinoaltoviti scrive:

      L’Australia è uno dei Paesi, tra i quali l’Italia, che partecipano al progetto e lo hanno finanziato.
      Da quanto ne so però anche in Australia il dibattito sull’acquisto dell’aereo è oggi molto acceso, dopo i continui aumenti dei costi di costruzione e le deludenti prestazioni del caccia bombardiere.
      Probabilmente alla fine tutti o quasi i partecipanti al progetto saranno costretti, per ragioni politiche, ad acquistare un certo numero di aerei, anche se non tutti quelli preventivati all’inizio.


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